La posizione semisdraiata, o "posizione a Stile libero"

Ho sentito parlare della posizione semisdraiata, o a "Stile libero". Che cos'è?

La posizione semisdraiata, o STILE LIBERO, significa metterti comoda con il tuo bambino ed incoraggiare gli istinti naturali tuoi e del tuo bambino. Per maggiori informazioni visita il sito biologicalnurturing.com.

Vestiti e vesti il tuo bambino come vuoi.

Scegli un letto od un divano dove puoi distenderti all’indietro con un buon sostegno, non sdraiata supina, ma comodamente semidistesa sulla schiena in modo che, quando porti il bambino al seno, la gravità lo tenga in posizione, col corpo aderente al tuo.

Con la testa e le spalle ben appoggiate, lascia che il bambino stia in contatto pancia-a-pancia con te.

Poiché sei semisdraiata all’indietro, il bambino può stare su di te in qualsiasi posizione vi piaccia. Controlla solo che tutta la parte davanti del bambino sia appoggiata contro di te.

Fai in modo che la guancia del bambino sia a contatto con il tuo seno nudo.

Sostieni oppure no il seno, come preferisci.

Aiutalo come ti sembra meglio; aiutalo a fare ciò che sta cercando di fare. Voi due siete una squadra.

• Il bambino si sistema in una posizione che ricorda lo stile libero del nuotatore, ed è veramente libero, di muoversi come meglio crede senza che le mani o le braccia della mamma lo costringano premendogli la schiena. La sua bocca e il suo mento si posizionano in maniera fisiologica sul seno della mamma e solitamente questa posizione è di grande aiuto per le mamme che hanno dolore ai capezzoli.
Rilassatevi e godetevi il piacere di stare insieme.

Quali sono i segnali della fame?

A tutte noi hanno insegnato che il bambino va allattato quando piange.

Questo criterio non è comprovato né dall’esperienza o tradizione, né da evidenze scientifiche.

Tutti i primati ed i mammiferi evoluti allattano i loro cuccioli al primo segnale di bisogno, ed i loro cuccioli piangono molto raramente.

Il pianto è un segnale TARDIVO di fame, e il bambino che viene allattato solo quando ha raggiunto lo stadio del pianto è ormai stressato, spaventato, spesso i suoi movimenti sono scoordinati e non è in condizione di poppare bene.

È importante che una mamma sappia che solitamente i segnali della fame sono 4.

Il primo corrisponde a uno schiocco della lingua sul palato, o a un movimento del succhiare prodotto con le labbra. È il primo segnale di un blando appetito.

Il secondo segnale si presenta quando il bambino inizia a cercare il seno girando la testa di qua e di là.

Il terzo segnale si evidenzia quando il bambino inizia a succhiarsi il dito o la mano, o il polso. Corrisponde più o meno al momento in cui i figli più grandi iniziano a girare nervosamente per la cucina chiedendo " È pronto? E cosa si mangia?"

Il quarto - e ultimo - segnale della fame si ha quando il bambino inizia a piangere. A questo punto è spaventato, e molto affamato. Potrà attaccarsi al seno in modo scorretto perché troppo agitato: e allattando un bambino soltanto quando piange sarà più difficile eventualmente correggere un attacco impostato male o una posizione inefficace della lingua. Per di più è stanco, per cui incomincerà a poppare, si sazierà del primo latte che scende e -stremato - facilmente si addormenterà senza aver mangiato il giusto quantitativo per la sua fame.

Fra il primo e il quarto segnale della fame possono passare anche 20 minuti-mezz’ora.

Se invece di intervenire al primo segnale la mamma attacca invece il bambino al quarto, per tutte le poppate e tutti i giorni, nell’arco di una settimana il bambino sarà stato allattato un considerevole numero di volte in meno, rispetto al suo reale fabbisogno; consentendo invece quelle poche volte al giorno in più il neonato crescerà meglio e sarà più sereno.

Per ulteriori informazioni leggi anche la Risposta a

Ogni quanto devo allattare il mio bambino?

Se tengo spesso in braccio/allatto spesso il mio bambino, corro il rischio di viziarlo?

Nel corso della storia, le mamme hanno sempre saputo – così come ora dimostrano le...

Nel corso della storia, le mamme hanno sempre saputo – così come ora dimostrano le ricerche – che i bambini sono più sereni, più sani e diventano più competenti se vengono tenuti a stretto contatto con le mamme o con altri membri della famiglia per buona parte del tempo.

Che dormano o siano svegli, che siano tristi o felici, ai piccoli piace sentirsi circondati dall'odore e dal calore delle tue braccia. Le ricerche dimostrano che i bambini crescono più in fretta e imparano prima a conoscere il mondo che li circonda se si trovano allo stesso livello della madre. Un bambino tenuto in braccio, che segue la mamma nelle sue attività quotidiane, può vedere molte più cose rispetto a un bambino che rimane sdraiato nella sua culla o in una carrozzina. Inoltre, in braccio, i bambini piangono molto meno, quindi sprecano meno energie e molti neonati dormono più profondamente quando sono tenuti a stretto contatto con il corpo della mamma. Questo approccio genitoriale, molto più rispettoso dei sentimenti del bambino, viene definito in inglese "attachment parenting" (genitori con attaccamento).
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Per riuscire a muoversi più agevolmente e fare più cose anche con un bambino in braccio, puoi usare una fascia. Molto più versatili dei marsupi, le fasce da portare a tracolla sono comode perché permettono anche di allattare e di reggere il bambino in molte posizioni diverse (rivolto verso di te o verso l'esterno, sdraiato oppure appoggiato al tuo fianco), fino a quando non raggiunge i 12 - 15 kg. Questo approccio è utilizzato anche per molti neonati prematuri, ma dal momento che per questi bimbi il contatto pelle-a-pelle è fondamentale, con il sistema del "kangaroo care" è possibile tenere il bambino con sé "indossandolo" sotto i vestiti. In base alla nostra esperienza di Consulenti de La Leche League, sappiamo che i bambini accuditi in questo modo acquistano sicurezza e indipendenza, man mano che crescono. Imparano a fidarsi del mondo e degli altri esseri umani e si sentono "a posto". Queste prime sensazioni di amore, sicurezza e rispetto si radicheranno nella mente del tuo bambino e saranno la base dei suoi atteggiamenti nella vita adulta. Comincia tutto da te!

Allattare il bambino a richiesta, non solo ti garantisce un'abbondante produzione di latte (più il bambino succhia, più latte viene prodotto) ma gli permette di trovare conforto, di alleviare un disagio e semplicemente di fornirgli il contatto umano di cui ha bisogno. La sua bocca è la parte più sensibile del suo corpo e succhiare lo fa sentire bene. A differenza di un ciuccio, che può cadere a terra e sporcarsi, i tuoi capezzoli sono sempre perfetti. Non c'è bisogno di guardare l'orologio: ascolta ciò che ti dice il tuo bambino. Magari ha sete, oppure ha voglia di uno spuntino oppure ha decisamente fame. Inoltre, l'uso del ciuccio può confonderlo, anche se in talune situazioni può rivelarsi utile, quindi se necessario usalo comunque con prudenza.

Prendersi cura di un bambino che piange di notte, può essere uno dei compiti più difficili per un neo-genitore, specialmente se amici o parenti intervengono dicendo che se si prende in braccio o si allatta un bambino ogni volta che piange, si finisce per viziarlo. Alcuni dicono anche che il bambino ha bisogno di imparare a "confortarsi da solo" la notte, per potersi riaddormentare senza i genitori. Questo cosiddetto "addestramento al sonno" può funzionare in alcune famiglie, ma molte mamme preferiscono rispondere al pianto dei bambini, giorno o notte che sia. In molti casi, tenere i bambini vicino tutta la notte, nel lettone, nella carrozzina o in una culla accanto al letto, è il miglior modo di rispondere alle loro esigenze, limitando il più possibile le interruzioni al nostro sonno… Per ulteriori approfondimenti, visita la pagina dedicata al sonno.

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E ora, ti proponiamo un semplice esercizio di immaginazione, che spesso aiuta le mamme a fidarsi dei loro cuori e a smettere di preoccuparsi del rischio di viziare i bambini. Immagina di essere spaventata o triste e di scoppiare a piangere. Cosa proveresti se una persona adulta a cui vuoi bene, pur sapendo che stai piangendo, si rifiutasse di abbracciarti, e ti facesse notare che ti ha già abbracciato non più di un'ora prima? Probabilmente, prima o poi, alla fine smetteresti di piangere da sola, ma non ti saresti sentita meglio se qualcuno ti avesse confortato quando ne avevi più bisogno?

Altre fonti di informazione

L'arte dell'allattamento materno, la guida all'allattamento de La Leche League, disponibile in una nuova edizione italiana aggiornata e adattata.

 

Da mamma a mamma n. 42, 58, 79, 80

Genitori di giorni e di notte

Puoi trovare libri e opuscoli de La Leche League e abbonarti alle pubblicazioni periodiche presso una consulente LLL oppure scrivendo all'indirizzo iQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ho latte a sufficienza?

È una preoccupazione molto comune per le mamme che allattano. Infatti, sono molte le donne che.... ..

È una preoccupazione molto comune per le mamme che allattano. Infatti, sono molte le donne che si chiedono se la loro esperienza rientra nella "normalità".

Ecco alcuni dubbi ricorrenti:

Il mio seno non perde più latte. Non ne sto producendo abbastanza? La fuoriuscita di latte non ha alcuna relazione con la quantità di latte che la mamma produce. Una volta che la produzione è ben stabilizzata, la perdita di latte normalmente diminuisce o cessa. Alcune mamme sperimentano perdite di latte per periodi più lunghi di altre.

Quando uso il tiralatte mi accorgo che un seno produce più latte dell'altro. C'è qualche problema? I seni di ogni donna sono leggermente differenti e poiché gli esseri umani non sono simmetrici, neppure i seni lo sono. Capita quindi frequentemente che un seno produca più latte dell'altro. Quanto ai bambini, a volte preferiscono il seno che produce più latte o quello che ne produce meno e ciò è perfettamente normale.

Non sento più i seni pieni quando è il momento della poppata. La produzione di latte sta diminuendo? Quando la produzione di latte si adegua alle esigenze del bambino, la sensazione di pienezza o di ingorgo che può aver provato in precedenza si riduce.

Non sento più la calata del latte, o riflesso di emissione. Anche questo può accadere col passare del tempo. Alcune mamme non sentono affatto il riflesso di emissione ma possono accorgersi della calata del latte osservando il modo di succhiare e di deglutire del bambino.

Altre fonti di informazione

L'arte dell'allattamento materno, la guida all'allattamento de La Leche League, disponibile in una nuova edizione italiana aggiornata e adattata.

Da mamma a mamma n. 54, 83

L'allattamento moderno n. 32

Il libro delle risposte capitoli 2

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Come posso sapere se il mio bambino riceve abbastanza latte?

Questa è una delle domande che le mamme ci rivolgono più spesso.

È comprensibile, dal momento che il seno non è trasparente e non è dotato di finestrelle graduate, fortunatamente però ci sono altri segnali che ci possono indicare se il bambino prende latte a sufficienza.

Di solito, nei primissimi giorni, quando assume colostro – limitato in quantità ma dalle preziosissime qualità – il neonato bagna soltanto 1 o 2 pannolini nel corso delle 24 ore.

Appena arriva il latte, in genere verso il terzo o quarto giorno, il bambino comincerà a bagnare 5 o 6 pannolini al giorno (6/8 se si tratta di pannolini di stoffa). (Un modo semplice per capire quanto pesa un pannolino bagnato consiste nel versare da 2 a 4 cucchiaiate d'acqua in un pannolino pulito.)

A partire dai primi giorni e anche per diversi mesi, inoltre, la maggior parte dei bambini si scarica da 2 a 5 volte nelle 24 ore, anche se alcuni bambini hanno scariche più abbondanti e meno frequenti già intorno alle 6 settimane.

Se il bambino dorme molto, non poppa almeno ogni 2 o 3 ore ed è tendenzialmente sonnolento potrebbe essere necessaria una visita dal pediatra, per verificare che non stia rischiando la disidratazione per carenza di latte.

Ecco altri segnali utili per capire se il bambino prende latte a sufficienza:

  • Il bambino poppa di frequente, in media da 8 a 12 volte nelle 24 ore.
  • È il bambino a decidere la durata della poppata, che può durare da 10 a 20 minuti per parte o più.
  • Mentre poppa, senti il rumore che produce mentre deglutisce.
  • A partire dal quarto giorno di vita, dovrebbe aumentare da 140 a 220 grammi a settimana.
  • Il bambino è vigile e attivo, ha un aspetto sano, un bel colorito, la pelle soda, cresce in lunghezza e la sua circonferenza cranica aumenta.

L'atto dell'allattamento non si riduce alla mera quantità di latte di cui si nutre il bambino, come scoprirai tu stessa fin dal primo momento in cui tieni il tuo bambino tra le braccia. L'allattamento è calore, nutrimento e amore materno tutto insieme. Capire se il bambino sta poppando a sufficienza è una delle cose più importanti che una neo-mamma può imparare. Per qualsiasi dubbio tu abbia a riguardo, consulta il pediatra.

Se dopo aver controllato il numero di pannolini e di scariche e l'aumento di peso, è effettivamente necessario aumentare la produzione di latte, puoi leggere la sezione dedicata a come incrementare la produzione di latte.

Se il bambino non cresce o perde peso, contatta il pediatra: nella maggior parte dei casi puoi trovare una soluzione intervenendo sulla gestione dell'allattamento, ma talvolta il mancato accrescimento è sintomo di un disturbo.

Altre fonti di informazione

L'arte dell'allattamento materno, la guida all'allattamento de La Leche League, disponibile in una nuova edizione italiana aggiornata e adattata.

Da mamma a mamma n. 61

L'allattamento moderno n. 24, 27, 80

Il libro delle risposte capitoli 3 e 6

Puoi trovare libri e opuscoli de La Leche League e abbonarti alle pubblicazioni periodiche presso una consulente LLL oppure scrivendo all'indirizzo iQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.