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Il ciuccio previene la SIDS? PDF Stampa E-mail

Per prevenire la SIDS è necessario dare il ciuccio durante la notte? 

Di Antonella Sagone, pubblicato su Da Mamma A Mamma n. 87

Da alcuni anni alcuni organismi sanitari, basandosi sui risultati di qualche ricerca, si sono pronunciati a favore dell’uso del ciuccio durante la notte, per ridurre il rischio di SIDS (morte improvvisa del lattante o morte in culla)1. Il riferimento è ad alcuni studi2 che hanno trovato una maggior proporzione di neonati che non utilizzavano il ciuccio durante la notte nei lattanti morti per SIDS. Intorno a questa tesi si è sviluppata una vivace discussione scientifica, che ha suscitato numerose critiche fra gli esponenti del mondo della ricerca e della sanità3.  

I limiti della ricerca

Lo studio4 che ha avuto la più ampia eco è stato effettuato su un gruppo relativamente piccolo di madri californiane, i cui bambini erano morti per SIDS, e su un gruppo di controllo di madri e bambini sani. Gli stessi autori hanno premesso che la loro ricerca presentava diversi punti deboli (la piccolezza del campione, l’alta proporzione di soggetti selezionati che non ha voluto partecipare allo studio, il rischio che i dati, ottenuti tramite interviste ai genitori, fossero falsati da omissioni) e hanno sottolineato che l’associazione fra la SIDS e l’uso del ciuccio non significava che fra i due elementi ci fosse necessariamente una relazione di causa ed effetto; tuttavia, nella sintesi dello studio (che è ciò che la maggioranza legge) questa relazione veniva data per certa. Ulteriori punti deboli sono stati evidenziati da altri studiosi. Ad esempio, i diversi fattori e circostanze che hanno preceduto la morte dei bambini non sono stati tutti considerati, e non si è nemmeno fatta una chiara distinzione, nei soggetti esaminati, fra quali bambini fossero allattati esclusivamente al seno, come venisse condotto l’allattamento notturno, se i bambini fossero allattati a richiesta durante la notte, se i bambini del gruppo SIDS fossero stati sottoposti o meno a una tecnica di training per dormire (Ferber, Estivill e simili).  

Spiegazioni alternative

Quando la teoria astratta delle ricerche si cala nella realtà quotidiana che tutte le mamme sperimentano, diviene subito evidente come certi aspetti possano essere collegati fra loro in tanti modi diversi ed avere tante diverse spiegazioni. Ad esempio, sappiamo che la SIDS avviene, specialmente fra i 2 e 4 mesi di vita, durante il sonno profondo: e allora, potrebbe anche essere che i bambini che ricevevano di più il ciuccio fossero quelli che tendevano a svegliarsi più di frequente. Insomma la relazione causa-effetto potrebbe essere rovesciata: non sarebbe l’assenza del ciuccio a far dormire più profondamente i bambini, ma sarebbero i bambini con il sonno più leggero a indurre i genitori a dare loro il ciuccio. Un’altra semplice osservazione può essere che i genitori che usano il ciuccio la notte tendono, in realtà, a sorvergliare il bambino di più, per riposizionare il ciuccio in bocca al bambino quando lo “perde” durante il sonno: e quindi in effetti il ciuccio proteggerebbe dalla SIDS semplicemente perché spingerebbe i genitori a una maggiore sorveglianza del sonno del bambino. Una terza osservazione riguarda il fatto che i meccanismi protettivi ipotizzati legati al ciuccio sono, più banalmente, quelli legati alla suzione: succhiando periodicamente il bambino tende ad avere periodi più frequenti di sonno leggero; la suzione mobilizza la lingua e riduce quindi la possibilità che questa si “ammucchi” in fondo alla bocca causando apnea; succhiare sembra avere anche un effetto regolarizzante sul battito cardiaco, un altro fattore di protezione per la SIDS. In altre parole, forse il vantaggio deriva semplicemente dal garantire una suzione più frequente durante le ore notturne, cosa che l’allattamento al seno a richiesta assicura almeno altrettanto, se non meglio, dell’uso di un ciuccio di gomma.  

Scelte sicure

Ogni genitore desidera fare il meglio per garantire al proprio bambino la salute e scongiurare rischi come quello, particolarmente spaventoso, che il proprio piccolo smetta di respirare durante la notte. Tuttavia le campagne a favore dell’uso del ciuccio allo scopo di prevenire la SIDS possono essere dovute a conclusioni affrettate e superficiali. In base a numerosi studi5,6 si è visto che l’utilizzo del ciuccio può interferire in modo significativo con l’allattamento al seno, di cui le poppate notturne sono una componente importante; e poppare al seno protegge dalla SIDS in molti modi7,8. Infatti favorisce uno sviluppo corretto delle strutture anatomiche della bocca, riducendo il rischio di apnea9,10,11; riduce le malattie e in particolare quelle delle vie respiratorie12; consente uno sviluppo fisiologico ottimale del sistema nervoso del lattante13; favorisce l’intimità fra mamma e bambino creando condizioni per una maggiore vigilanza notturna14. Il gruppo BFHI (Iniziativa ospedali amici dei bambini) del Regno Unito ha pubblicato una dichiarazione15 che offre agli operatori sanitari linee-guida per proteggere l’allattamento al seno. In base a queste raccomandazioni,

l’uso del ciuccio non dovrebbe essere utilizzato durante tutto il periodo in cui l’allattamento al seno deve consolidarsi, il che richiede generalmente 4 settimane circa, ma per alcuni bambini può richiedere più tempo;

le madri dovrebbero sapere che è normale che un bambino abituato a poppare sclusivamente al seno rifiuti il ciuccio, e che non è necessario forzare il poppante ad accettarlo, ma è importante mantenere l’allattamento al seno;

se si sceglie di usare il ciuccio, questo va usato solo per addormentare il bambino e non per rimpiazzare o ritardare le poppate al seno; è necessario quindi insegnare alle mamme a riconoscere nel bambino i segnali della fame, per mantenere una buona produzione di latte.     

 

 

Bibliografia

  1. American Academy of Pediatrics, Task Force on Sudden Infant Death Syndrome. The changing concept of sudden infant death syndrome: diagnostic coding shifts, controversies regarding the sleeping environment, and new variables to consider in reducing risk. Pediatrics 2005;116:1245-55.
  2. Hauck FR, Omojokun OO, Siadaty MS. The pacifier debate: in reply. Pediatrics 2006;117(5):1850-53.
  3. AAP releases controversial guidelines on SIDS prevention. http://www.breastfeedingtaskforla.org/SIDS/AAP-SIDS-Mass-BF-Coalition-response.htm.
  4. Li D. et al. Use of a dummy (pacifier) during sleep and risk of sudden infant death syndrome (SIDS): population based case-control study. BMJ  2006;332:18-22.
  5. L, Alade MO. Breastfeeding and the use of pacifiers. Birth 1997;2:116-20.
  6. Victora CG et al (1997) Pacifier use and short breastfeeding duration: cause, consequence or coincidence? Pediatrics, 99(3):445-453.
  7. Alm B. et al. Minor rischio di morte in culla (SIDS) per i bambini allattati al seno. L'allattamento moderno 2003;39.
  8. Sagone A. SIDS: un chiarimento dell'UNICEF. L'allattamento moderno 2005;79.
  9. Peres KG et al. Suzione non nutritiva e svezzamento precoce: maggior rischio di malocclusione. L'allattamento moderno 2007;85.
  10. Palmer B. L'influenza dell'allattamento sullo sviluppo della cavità orale: un commento. L'allattamento moderno 2000;28.
  11. Joanna Briggs Institute. Early childhood pacifier use in relation to breastfeeding, SIDS, infection and dental malocclusion. Nursing Standard 2006;20(38):52-55.
  12. Quigley MA, Kelly YJ, Sacker A. Breastfeeding and hospitalization for diarrheal and respiratory infection in the United Kingdom Millennium Cohort Study.  Pediatrics 2007;119(4):e837-42.
  13. Ball E. Bedding-in nel reparto di maternità. L'allattamento moderno 2006;81.
  14. Bouwstra H, Boersma ER, Boehm G, et al. Exclusive breastfeeding of healty term infants for at least 6 weeks improves neurological condition J. Nutr. 2003;133(12):4243-45.
  15. UNICEF UK Baby Friendly Initiative statement on dummy use http://www.babyfriendly.org.uk/pdfs/dummy_statement_08.pdf.

 
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