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Articoli per operatori sanitari
L'allattamento riduce il rischio di apnea ostruttiva nel sonno | L'allattamento riduce il rischio di apnea ostruttiva nel sonno |
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Brian Palmer, da Breastfeeding Abstracts, Vol.18 N. 3, Febbraio 1996
Per lungo tempo si è discusso sui benefici nutrizionali, immunologici ed emozionali dell’allattamento al seno. Quest’articolo vuole esporre un ulteriore beneficio dell’allattamento al seno, la riduzione del rischio di russare e dell’apnea ostruttiva nel sonno (Obstructive Sleep Apnea - OSA). L’OSA è un condizione medica seria che coinvolge la capacità di respirare durante il sonno. Una definizione semplificata dell’OSA è il blocco, durante il sonno, del flusso di aria per almeno 10 secondi in presenza di atti respiratori. L’OSA è generalmente caratterizzata da un russare sonoro, sonnolenza diurna, sonno interrotto da fasi di assenza del respiro, che generalmente finiscono con uno sbuffo. Altri sintomi di OSA negli adulti includono pressione sanguigna elevata, emicranie mattutine, depressione, comportamento suscettibile, deterioramento intellettuale, scarse prestazioni sul lavoro, impotenza maschile, perdita della memoria a breve termine. I sintomi nei bambini includono russare, emicranie, iperattività, ritardo nello sviluppo, problemi comportamentali, sonno agitato, incubi, enuresi (1-2) e disturbi dell’attenzione (3). Qual è la relazione tra OSA e allattamento al seno?
L’allattamento al seno è importante per un corretto sviluppo dell’azione di deglutizione della lingua, per un allineamento adeguato dei denti e per il modellamento del palato duro (4-5). Labbok (12) ha evidenziato una relazione diretta tra la lunghezza del periodo di allattamento e l’occlusione dentale: più a lungo un neonato veniva allattato al seno e migliore si presentava l’occlusione. Altri autori (13-20) hanno dimostrato che l’utilizzo di succhiotto e biberon ed analoghe abitudini possono causare problemi all’allattamento al seno e portare alla malocclusione. Farsi (21) ha dimostrato che più a lungo un neonato veniva allattato e meno frequente era la suzione al succhiotto e al pollice. Hultcranz (22) ha trovato che il 6,2% dei bimbi presi in esame russava ogni notte dall’età di 4 anni, e un altro 18% russava quando era ammalato. Il numero di bambini che avevano usato il succhiotto era più elevato tra quelli che russavano che non tra quelli che non russavano (60% contro il 35%). Un articolo, pubblicato nel 1997 da un gruppo di ricerca sul sonno di Standford, descrive una formula per predire l’OSA (23). Afferma che individui con palato alto, arcata dentale stretta, morso aperto (mandibola retratta) e collo massiccio, e che sono sovrappeso, sono a rischio di OSA. L’informazione è estremamente significativa, se ci si rende conto che le evidenze che ci vengono dallo studio dei crani dimostrano che, prima dell’invenzione del biberon e del succhiotto, palati alti, arcate dentali strette e morso aperto erano rari. Il palato alto può influire sull’occlusione e sul respiro. Può anche restringere l’arcata dentale superiore e causare il morso inverso. Poiché il soffitto della bocca è anche il pavimento del naso, ogni aumento di altezza del palato diminuisce l’ampiezza della cavità nasale. Questa diminuzione di ampiezza può quindi aumentare la resistenza dell’aria attraverso il naso. Il palato alto può anche comportare un restringimento dell’apertura nasale posteriore o coana (apertura del cranio dietro il naso). Una apertura più piccola significa un inizio più stretto nella porzione di tessuto molle delle vie respiratorie. Più è stretto l’ingresso alle vie respiratorie e maggiore è il rischio di collasso delle stesse. I crani appartenenti alle epoche in cui l’allattamento al seno era universale presentano raramente aperture nasali posteriori strette. È possibile che, prima dell’invenzione delle tettarelle, l’OSA fosse del tutto sconosciuto al genere umano.
Qualunque cosa diversa dal seno materno, se introdotta eccessivamente nella bocca del neonato, può avere effetto sull’occlusione. L’impatto è causato da vari fattori, compresi intensità, durata e frequenza. Mentre il seno materno è morbido e si adatta alla forma della bocca del neonato, qualsiasi cosa indeformabile richiede che sia la bocca ad adattarsi (24). Inoltre, durante l’allattamento al seno, la lingua compie un movimento peristaltico al di sotto dell’areola (25-27). Tale movimento è cruciale per l’appropriato sviluppo della deglutizione, l’allineamento dei denti e il modellamento del palato duro. Il movimento della lingua è anche una ragione per tagliare un frenulo linguale corto nel neonato: questo permetterà alla lingua di comprimere il seno e sviluppare il movimento appropriato. L’anchiloglossia, impedendo tale movimento, può portare ad una pressione in avanti della lingua con conseguente malocclusione). Molti fattori, inclusa l’ereditarietà, influenzano la malocclusione. Grazie alla moderna medicina, bambini che in passato sarebbero morti oggi sopravvivono, inclusi quelli con geni recessivi che potrebbero influire sull’occlusione. Altri fattori che contribuiscono alla malocclusione sono: matrimoni tra culture diverse, differenza di taglia nei genitori, frenulo corto, dimensioni della lingua e delle tonsille, patologia, allergie, disfunzioni del sistema nervoso con effetti sui muscoli facciali, persino la dieta (7). Comunque, questi fattori da soli non possono incidere per quell’89% di malocclusioni trovate nel 1973. Le abitudini del neonato sembrano essere il fattore che maggiormente contribuisce alla malocclusione. Le conseguenze dell’OSA sull’economia e la salute sono impressionanti. La miglior prevenzione è allattare al seno e tenere lontano dalla bocca del bambino oggetti come i succhiotti. Visto che lo sviluppo craniofacciale è per il 90% completo dall’età di 12 anni (28), è importante intervenire presto (29-35). La prevenzione dell’OSA è un’altra ragione per cui il pubblico, le aziende sanitarie ed i professionisti di cure mediche, dovrebbero riconoscere l’importanza dell’allattamento al seno.
Traduzione di Anna Cavezzali |
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