Home arrow Comunicati Stampa arrow Il tuo bambino sonnolento…
Il tuo bambino sonnolento… PDF Stampa E-mail
Di solito i bambini appena nati, probabilmente per affrontare questa grande novità, sentono come primario il bisogno di dormire. Ma può accadere che il tuo bambino sia… particolarmente “dormiglione”.
 

Di norma un neonato poppa molto frequentemente, e comunque le poppate, specie dopo i primi 2-3 giorni, non sono solitamente meno di 8-10 nelle 24 ore. Tuttavia possono esserci specifiche circostanze per cui il tuo bambino appena nato sia sonnolento, tanto da chiedere di poppare meno di otto volte nell’arco della giornata.

 

Questa situazione potrebbe verificarsi quando:

 

- il bambino è nato con un peso inferiore alla media;

 

- il travaglio e il parto sono stati particolarmente difficoltosi;

 

- hai dovuto assumere farmaci durante la nascita;

 
 

- il bambino ha l’ittero o altre condizioni patologiche;

- il bambino non si attacca bene al seno e quindi il latte non fluisce adeguatamente, tanto da rendere il piccolo disinteressato;

- il bambino non si attacca bene a seguito della montata lattea, che rende il seno pieno e teso e l’attacco difficoltoso;

 

- l’ambiente è troppo stimolante;

 

- semplicemente, è una particolarità del suo carattere e del suo temperamento.

 

 

 

Se ti trovi a vivere questa situazione, è comunque importante garantire che il tuo bambino riesca a poppare efficacemente dalle otto alle dodici volte nell’arco delle 24 ore: questo gli permetterà di ottenere una sufficiente quantità di latte e a te eviterà il fastidioso inconveniente di un ingorgo mammario.

 

Per assicurare questo risultato, il tuo bimbo potrebbe aver bisogno di essere “stimolato” per potersi attaccare al seno in modo appropriato. E possono essere molti e vari i modi, grazie ai quali svegliare e/o stimolare un bambino sonnolento, ma tu e tuo figlio siete unici rispetto a tutti gli altri, per cui potrebbe esserti d’aiuto sapere cosa è possibile fare e, quindi, scegliere tu il modo che più si adatta al tuo bambino.

 

 

 

Ecco alcuni suggerimenti:

 

 

 

- “Approfitta” dei primissimi segnali di risveglio del bimbo (quando cioè è nella fase di sonno leggero, caratterizzato da rapidi movimenti delle palpebre chiuse, o delle labbra, o delle mani, o delle braccia) per prenderlo ed attaccarlo al seno.

 

- Diminuisci gli stimoli; ad esempio, abbassa le luci (quelle forti, infatti, fanno chiudere gli occhi ai bambini), e non accaldare il piccolo (ad una temperatura superiore ai 27° si inibisce l’attività di suzione) togliendogli, se possibile, il pannolino o facendogli anche degli impacchi con acqua fresca sulle guance e sulla fronte;

 

- parla al bambino, cercando di cogliere il suo sguardo, tenendolo in una posizione verticale o seduta sul tuo grembo;

 

- non perdere occasione per essere in contatto “pelle a pelle”: massaggiandolo, “strofinandogli” la schiena e il palmo delle mani e dei piedi e magari facendo anche un bel bagno insieme;

 

- prima della poppata, sfioragli le labbra, spremendo su di esse un po’ di latte;

 

- durante la poppata, assicurati che il bambino si sia correttamente attaccato, e sostieni il seno se necessario;

 

- comprimi il seno per mantenere il flusso di latte, cambia posizione al bambino (o fagli fare il ruttino, oppure cambiagli il pannolino…) non appena perde interesse e/o inizia ad addormentarsi, per far sì che ciucci attivamente allo stesso seno per almeno 10-15 minuti.

 

 

 

Tutte le mamme hanno bisogno di sapere se il loro bambino prende latte a sufficienza: se il tuo piccolo è sonnolento, e quindi non si può fare affidamento solo sui suoi segnali di richiesta, è molto importante che tu faccia questo controllo, per capire se cresce e sta bene. Tieni comunque presente che, al di là degli standard medi, occorre capire qual è il ritmo ottimale di crescita di tuo figlio: alcuni bambini che poppavano di rado crescendo però negli standard, una volta incrementato il numero delle poppate hanno modificato verso l’alto la loro curva di crescita. Pertanto, controlla che tuo figlio bagni di pipì 6-8 pannolini di stoffa (o 5-6 di quelli monouso) e vada di corpo almeno 3-4 volte nelle 24 ore (a partire dal terzo giorno dopo la nascita), e cresca, nei primi tre mesi, intorno ai 170 grammi alla settimana (sebbene per alcuni bambini può essere accettabile un aumento di 140-150 grammi alla settimana

 

La tua attenzione deve essere massima quando noti questi segnali (o alcuni di questi) nel bambino:

 

· apatia,

 

· letargia,

 

· poca elasticità della pelle,

 

· pianto debole,

 

· poca pipì (meno di due pannolini bagnati nei primi due giorni e meno di tre pannolini bagnati nei giorni successivi),

 

· febbre,

 

perché indicano uno stato di disidratazione: allora sarà fondamentale stimolare il bambino a poppare più frequentemente e farlo controllare subito dal pediatra.

 

 

 

Nonostante le persone intorno possano rallegrarsi per te del fatto che hai un bambino “buono” (cioè molto tranquillo, che piange poco e dorme molto), dal tuo punto di vista la situazione può essere molto frustrante: Un bambino sonnolento non comunica bene i suoi bisogni e può renderti difficile capire come e quando accudirlo, e vederlo sonnecchiare al seno può essere irritante e può a volte farti sentire quasi rifiutata o ignorata da lui. Certo non è così, ma può essere tuttavia che tuo figlio abbia bisogno di un po’ di aiuto per mantenersi vigile e attivo. Applica i suggerimenti che funzionano meglio per te, tieni sotto controllo la situazione e lascia passare un po’ di tempo mentre mantieni attivamente il tuo allattamento: le cose cambieranno una volta preso il ritmo e risolti gli eventuali ostacoli che rendevano tuo figlio così incline al sonno.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA:

 

Suggerimenti per svegliare un neonato sonnolento, Pubblicazione 485 La Leche League International.

 

N. Mohrbacher, J. Stock, Allattamento al seno: Il libro delle Risposte, vol.1, La Leche League Italia 2004 , pp. 33, 84-85.Railhet F, Allattare un bimbo sonnolento, L’allattamento moderno 2008;19:2-3.

 

Zeretzke K, Aiutare una madre il cui bambino rifiuta di poppare, L’allattamento moderno 2000;1-9.

Michela Brustenga

 
< Prec.   Pros. >