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17 settembre 2013 - La LLL ad Asti - Allattare due (o più) gemelli si può PDF Stampa E-mail
Il 17 settembre alle 16.30 ad Asti
un incontro dedicato all’allattamento di due (o più) gemelli

COMUNICATO STAMPA

La Leche League, associazione di volontariato che da generazioni sostiene le mamme che desiderano allattare i loro bambini, si occupa da sempre delle situazioni più delicate come quelle dell’allattamento dei bambini prematuri e di basso peso, e nella grande maggioranza dei casi i gemellini sono neonati sia prematuri sia di basso peso.

“Negli ultimi anni si è verificato un progressivo aumento del numero dei gemelli causato dall’aumento dell’età materna al parto ma soprattutto dal più frequente ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita” – ha dichiarato Mario De Curtis, (del Dipartimento di Pediatria, Unità di Neonatologia, Patologia e Terapia Intensiva Neonatale, Azienda Policlinico Umberto I, Università Sapienza di Roma, in un’intervista rilasciata all’Istituto Superiore di Sanità). – “Oggi in Italia circa il 3% di tutti i nati nasce da donne con gravidanze multiple. Mediamente le gravidanze gemellari terminano a 36 settimane e quelle trigemine a 32 settimane. Il peso medio alla nascita dei neonati, invece di 3200 g come si osserva nelle gravidanze singole a termine, è di 2400 g per i gemelli e di 1600 g per i nati da parto trigemino. La prematurità e il ritardo di crescita intrauterino rappresentano i problemi clinici più importanti ai quali possono andare incontro i gemelli per le possibili complicanze associate (es. asfissia perinatale, malattia delle membrane ialine polmonari, disturbi metabolici)... L’aumento del numero dei gemelli e della loro sopravvivenza, anche per età gestazionali particolarmente basse, ha determinato una situazione molto critica nell’assistenza perinatale di molte Regioni centro meridionali italiane dove il numero di posti di terapia intensiva neonatale è inferiore ai fabbisogni riconosciuti (1 posto letto ogni 750 nati)”
(fonte: http://www.iss.it/binary/pres/cont/traccia_intervista_M.DE_CURTIS.pdf).

Il IV Rapporto sull’evento nascita in Italia, del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, rilevando i dati del Certificato di Assistenza al Parto
(il modello CeDAP http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1731_allegato.pdf) ha osservato che la percentuale di parti gemellari sul totale dei parti è l’1,3%. Questa percentuale sale considerevolmente nelle gravidanze da procreazione medicalmente assistita arrivando a un valore nazionale del 18,4%. La frequenza dei parti plurimi risulta inoltre più elevata fra le madri con più di 30 anni. Questi ultimi due fattori sono i maggiori responsabili dell’aumento del tasso di gemellarità. Infatti, in Italia dal 1990 al 2005 l’aumento dei parti gemellari è stato del 25% circa, dato comparabile a quello degli Stati Uniti dove questo aumento è stato del 21% circa. Inoltre, un quarto dei parti pretermine (il 6,5% dei neonati nasce prima della 37a settimana) è rappresentato da parti gemellari.

Esiste un’ormai immensa bibliografia scientifica sull’importanza del ritorno all’allattamento come norma biologica per il neonato e dell’importanza del latte materno come fattore di protezione della salute di mamme e bambini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che i neonati siano allattati in maniera esclusiva fino al sesto mese e che poi l’allattamento continui fino ai due anni e anche oltre in maniera complementare. Mary J Renfrew ed il suo gruppo nell’articolo “Support for healthy breastfeeding mothers with healthy term babies” del 2012 (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22592675) ha analizzato 67 studi relativi al sostegno in allattamento, che avevano preso in esame oltre 56.000 madri di 21 paesi differenti, concludendo che “A tutte le donne dovrebbe essere garantito il sostegno per allattare i loro bambini, per aumentare la durata dell’allattamento esclusivo. Il sostegno può essere offerto da operatori sanitari, da consulenti di auto aiuto o da entrambi”.

Elizabeth G. Damato e colleghi, nell’articolo Explanation for Cessation of Breastfeeding in Mothers of Twins (J Hum Lact 2005 21: 296), hanno rilevato che le difficoltà che una madre di gemelli incontra nell’allattamento sono le stesse delle madri di un figlio unico, e i motivi per cui interrompe l’allattamento sono in grande maggioranza la percezione che il suo latte non sia sufficiente. Hanno quindi evidenziato come un adeguato sostegno e l’incontro con altre madri di gemelli siano fra i maggiori fattori di successo per la durata dell’allattamento.

In questo ambito si inserisce l’attività de La Leche League, fatta di consulenze telefoniche e on line gratuite, e con incontri speciali dedicati alle problematiche più ricorrenti quando i bambini da allattare siano due o più. Durante gli incontri in cui l’esperienza si trasferisce “da mamma a mamma”, si parla dei benefici che il latte materno apporta alla salute del neonato prematuro e di basso peso (e che valgono sia nel caso di un neonato singolo sia di più fratellini), e si aggiungono strategie di sopravvivenza contro la stanchezza, suggerimenti per le posizioni più comode per allattare e riposare, e soprattutto tanti aneddoti per sdrammatizzare insieme ad altre donne una situazione indubbiamente complicata.

Ad Asti, il 17 settembre 2013 alle 16.30, si terrà un incontro in via Brofferio 110 (presso il Centro Servizi Volontariato, che collabora per la realizzazione) dedicato all’allattamento dei gemelli, condotto dalla Consulente de La Leche League Nicoletta Boero.

Per informazioni: cell 340-8080973 mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


Per scaricare il pdf del comunicato stampa clicca qui


Alcuni dati interessanti sulle nascite gemellari

L’incidenza dei parti gemellari bigemini (ovvero quelli con due gemelli) è di circa 1 su 80; di essi circa 1 su 4 darà origine ad una coppia di gemelli monozigoti. Sono trigemine (3 gemelli) circa 1 su 8.000 nascite; quadrigemine (4 gemelli) circa 1 su 730.000; pentagemine (5 gemelli) circa 1 su 65.000.000. L’andamento delle nascite dei gemelli dizigoti è differente nei diversi gruppi etnici, si sono rilevate percentuali più elevate nelle popolazioni di pelle nera e più basse in quelle orientali. La nascita di gemelli monozigoti non sembra invece influenzata da tale fattore.

(fonte: http://fraternaltwins.wordpress.com/2010/12/28/gemelli-e-percentuali/)

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L’Ufficio di statistica del Comune di Bologna ha diffuso on line una ricerca sulla natalità nel 2012. Lo studio rileva che la tendenza a diventare genitori ad età sempre più avanzate è aumentata, e che le mamme sono per oltre due terzi ultra-trentenni. Affiancando alla più elevata età dei genitori il frequente ricorso alla fecondazione assistita, emerge un aumento dei parti gemellari, più che raddoppiati nell’ultimo quarto di secolo.

(fonte www.comune.bologna.it/iperbole/piancont/noterapide/popolazione/Natalita/Nati_Studio2012.pdf)

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Da quando le tecniche di fecondazione sono venute in aiuto delle coppie che stentano ad avere figli, i parti gemellari nei paesi occidentali sono aumentati del 47%, mentre quelli plurigemellari del 370%. Secondo dati ISTAT, attualmente ogni anno in Italia si hanno circa 5600 gravidanze gemellari e 280 trigemine. Molti di questi nuovi gemelli non sono identici, perché, a differenza dei monozigoti, che si sviluppano dallo stesso uovo fecondato, nascono dalla fecondazione di uova distinte. Ma come i monozigoti anche i dizigoti sono abituati sin dalla vita fetale a vivere a contatto. Un contatto che rimane vivissimo anche dopo la nascita: ogni gemello impara a riconoscere il pianto, l'odore, le fattezze e le mimiche dei suoi cogemelli, e così questi bimbi si influenzano a vicenda fin dai primi giorni di vita e creano tra di loro un legame molto intenso.

I gemelli italiani più famosi sono ancora i gemelli Giannini nati nel gennaio del 1980. Dopo di loro i sei gemellini nati a Napoli nel 1996 e a Treviso nell’agosto 1997. Tutti insieme vanno ad arricchire i record, ormai numerosissimi, delle nascite plurigemellari nel mondo. Nei primi decenni del secolo sono rimasti memorabili i dieci gemelli nati in Spagna nel 1924, in Cina nel 1926 e in Brasile nel 1946, dei quali però non è rimasta alcuna documentazione medica. Di conseguenza il record ufficiale spetta alla donna australiana che nel 1971 ha dato alla luce nove bimbi nati vivi. Tra i parti di otto gemelli sono passati alla storia quelli avvenuti in Grecia nel 1977 e in Turchia nel 1985 e quello avvenuto a Napoli nell’agosto 1979.Nascita record di otto gemelli registrata anche nel Salvador nel 1996; e sono vivi sette degli otto nati in Texas nel dicembre ‘98.

Nascite di sette gemelli sono avvenute a Palermo il 20 maggio 1989 e a Roma il 23 ottobre 1992 (. Altri casi si sono avuti nel 1985 negli Stati Uniti, nel 1987 in Gran Bretagna e Pakistan, nel 1988 in India, nel gennaio ‘97 a Città del Messico e nel dicembre ‘98 in Cina. Tra le nascite di sei gemelli, le più celebri al mondo sono probabilmente le Walton, nate in Gran Bretagna nel 1983.Si calcola infatti che c’è una probabilità su 140 miliardi che in un parto esagemellare nascano tutte femmine. Sei gemelli sono nati a Roma nell'agosto 1970, in Sudafrica e in Gran Bretagna nel 1974 e in Giappone nel 1976. Nello stesso anno sono nati sei gemelli anche in Iran, nel ‘77 in Francia, Grecia e Olanda, nel ‘78 ad Alghero. Nel 1980, nascono sei gemelli anche in Egitto. Nel 1983 in Belgio e Germania; nel 1984 avvengono due parti esagemellari in Kuwait; nell’84 in Turchia e nell’85 a Roma. Sorpresa, infine, nel novembre ‘98 per una coppia di Singapore che attendeva cinque gemelli e che ha scoperto di averne sei al momento del parto. Di gran lunga più numerose le nascite di cinque gemelli. È rimasta celebre quella delle bambine Dionne, avvenuta negli Stati Uniti nel 1934. Nel 1975 sono nati cinque gemelli negli Stati Uniti, nel ‘76 in Giappone, Gran Bretagna e Israele, nel ‘79 in Francia e in Italia, in provincia di Brindisi. Nel 1980 in Olanda e in Italia, a Rovigo e Milano. Cinque gemelli sono nati in Ungheria nel 1933 e nel 1983. Sempre nel 1983 sono nati cinque gemelli a Napoli. Più recentemente si sono avuti altri casi in Italia a Cagliari (1996), Bolzano (‘97) e Napoli (‘97).

(fonte http://www.gemellopoli.com/tutto_gemelli.htm)

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Partorisce oltre i 35 anni una donna su tre. Questo dato del 2010 posiziona l’Italia al primo posto in Europa per la maternità tardiva. Seguono Spagna, Irlanda e Svizzera dove le donne partoriscono il primo figlio a 31 anni, in Germania intorno ai 30, e in fondo alla lista ci sono romene, ucraine, bulgare che divengono mamme a 27 anni. I dati sono contenuti nel secondo Rapporto sulla Salute Perinatale in Europa.

(fonte: http://www.europeristat.com/images/European%20Perinatal%20Health%20Report_2010.pdf)

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Rapporto CeDAP – Anno 2009

Sono stati rilevati 1.578 nati morti, corrispondenti ad un tasso di mortalità pari a 2,83 nati morti ogni 1.000 nati. L’1% dei nati ha un peso inferiore a 1.500 grammi ed il 6,1% tra 1.500 e 2.500 grammi. Il numero di parti plurimi nel 2009 è pari a 8.307 che rappresenta l’1,5% del totale dei parti. Non si registrano differenze regionali significative: il range di variazione va dallo 1,2% della Basilicata al 3,3% del Molise. La percentuale di parti plurimi sale considerevolmente nelle gravidanze con procreazione medicalmente assistita con un valore nazionale pari a 20,3%. La frequenza dei parti plurimi risulta più elevata fra le madri con più di 30 anni.

Fonte: (Rapporto CeDAP – Anno 2009, pag 48 e segg.)

 
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