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Allattamento e Ipotiroidismo PDF Stampa E-mail
Pubblicato in Da mamma a mamma n. 54 - inverno 1998-99

Volevo scrivere queste righe da parecchi mesi, anche perché tutti gli articoli e le lettere delle mamme sui bollettini de La Leche League mi hanno sempre molto aiutata e sostenuta, e con la mia storia vorrei ricambiare, almeno un po'.
Sono la mamma felice di una piccola di dieci mesi, attualmente ancora felicemente allattata al seno. Quando la mia bimba aveva circa due mesi, ho chiamato per la prima volta una consulente de La Leche League. La bimba piangeva molto la sera (perché aveva voglia di poppare, povera stella!) e io non sapevo perché (pensavo avesse le coliche). Piano piano, con dolcezza, la consulente mi ha fatto capire come incrementare la produzione del latte, come aiutare la piccola ad attaccarsi, come imparare, in poche parole, a seguire il mio istinto di mamma. Posso dire che non aspettavo altro che questo incoraggiamento. La bambina cresceva benissimo, cresce tuttora bene e l'avventura continua.
Quando aveva cinque mesi ho scoperto di essere ipotiroidea: non sapevo neanche cosa significasse esserlo, non sapevo neanche che la prima cosa che si pensa e si consiglia (sbagliando) alle ipotiroidee è di non allattare. Analisi, visita all'endocrinologo (allopata, perché prima consultai un omeopata che mi consigliò di prendere lo iodio e smettere di allattare - non si può allattare e prendere lo iodio perché danneggia il bambino).
Il Grande Professore mi disse che potevo continuare ad allattare anche se da allora avrei dovuto assumere un farmaco ogni giorno, che in pratica sono gli ormoni che la mia pigra tiroide non riesce a produrre da sola. "Tutto questo non danneggia il bambino e neanche la mamma, continui pure, signora, ad allattare". Uscii dallo studio del dottore con le ali ai piedi e la bimba in braccio molto più allietata. "E va be' - pensavo - non è naturale assumere ormoni, ma se non si può fare altrimenti… comunque mi resta l'allattamento che almeno è naturalissimo…" C'è da dire che ho consultato anche le consulenti de La Leche League prima di prendere la decisione definitiva. C'è ancora da dire che tra tutte le persone che ho consultato, le consulenti de La Leche League sono sempre state molto discrete e nello stesso tempo molto bene informate riguardo la relazione che c'è tra assunzione di farmaci per la tiroide e l'allattamento. A volte c'è bisogno di chiarire molti, molti dubbi prima di prendere decisioni abbastanza drastiche (come questa, per esempio).
- M.B:, Milano
 
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