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Ritorno a lavorare: devo lasciare il latte per il mio bambino PDF Stampa E-mail
Da New Beginnings, luglio-agosto 1993

Ritornerò a lavorare a tempo pieno quando il mio bambino avrà solo sei settimane. Di quanto latte al giorno avrà bisogno?

Jan Ellen Brown risponde:

Intanto complimenti per la tua previdenza e per il tuo impegno nell'allattamento al seno, pensando già da ora ai problemi che dovrai affrontare col ritorno al lavoro. Come Consulente de LLL e Consulente professionale per l'allattamento al seno, ho aiutato molte donne a conciliare l'allattamento al seno con il proprio impiego.

Il permesso di maternità di sei settimane accelera spesso il bisogno di introdurre il biberon e di costituirsi le proprie riserve di latte, ma con un po' di riflessione e flessibilità si può continuare ad allattare al seno fino a quando lo si desidera. La realtà italiana è spesso divers; nella maggior parte dei casi, la mamma rimane per meno ore consecutive lontana dal figlio e rientra ala lavoro nonprima dei tre mesi. Di conseguenza è ancora più evidente come ogni donna si debba regolare in base alla propria situazione personale.

Se si rimane separate dal proprio figlio di sei settimane per sette-nove ore al giorno, è consigliabile pianificare le cose per diverse poppate. L'ideale sarebbe ovviamente allattare immediatamente prima di uscire di casa e subito dopo il ritorno dal lavoro. Il bimbo avrà probabilmente bisogno di essere nutrito tre o quattro volte durante l'assenza della mamma. Ma poiché ogni bambino è diverso, solo dopo una o due settimane si avranno le idee più chiare su come organizzare gli orari delle poppate.

Un bambino di sei settimane ha bisogno dai 60 ai 120 grammi di latte a poppata: sarà la persona che alimenta il bimbo che valuterà la quantità esatta che lo soddisfa. All'inizio, ogni porzione di latte non deve superare i 120 grammi. Si possono tenere a disposizione nel freezer un paio di piccoli "spuntini" contenenti dai 30 ai 60 grammi di latte, per quando il bimbo dimostra di avere ancora fame. A mano a mano che il bimbo cresce e attraversa i vari "scatti di crescita", si può aumentare la quantità di latte oppure aumentare il numero di "spuntini".

Per costituirsi le riserve di latte, bisogna diventare esperte nell'estrarlo. Molte mamme hanno trovato che la maniera più facile e veloce di farlo fosse quella di affittare un tiralatte elettrico ad attacco doppio. Se non ci si può permettere questo kit o non è disponibile, si può provare con un tiralatte a pile o con la spremitura manuale. Indipendentemente dal metodo usato, si deve iniziare a togliersi e a congelare il latte quando il bimbo ha circa tre settimane. Il momento in cui si riesce ad estrarre più latte è spesso quello del risveglio, perché si è più riposate. Spremere il latte un'ora o due dopo la prima poppata della mattina aiuta ad assicurarci che le esigenze del bimbo saranno state soddisfatte. Alcune madri si tolgono il latte dopo ogni poppata, raccogliendo il latte da più poppate in sacchettini di 60-120 gr. Un altro sistema è quello di spremere un seno mentre il bimbo sta poppando dall'altro, per approfittare del riflesso che facilita l'uscita del latte anche dal seno non direttamente stimolato.

L'ideale sarebbe riuscire, nelle prime tre settimane, a conoscere il proprio piccolo e a produrre una quantità adeguata di latte per le sue poppate al seno. Valutando un ritorno al lavoro quando il bimbo ha sei settimane, un mamma può considerare l'idea dell'introduzione del biberon alla terza o alla quarta settimana. Di solito è preferibile che sia già un'altra persona ad offrirlo al bimbo. Non bisogna dimenticare di estrarsi il latte durante queste "sessioni di prova" e di congelarlo per dopo!

Qualche altro suggerimento per ottimizzare il vostro ritorno al lavoro:

Un giorno di "prova generale" che simuli il vostro orario di lavoro può aiutare a risolvere ogni intoppo nel vostro schema di lavoro, o a farvene formulare uno! Programmate un appuntamento dal dentista, dal dottore o dall'estetista, o ritornate al vostro posto di lavoro e familiarizzate con ogni cambiamento che si è verificato durante la vostra assenza. Programmate di tirarvi il latte durante questo periodo, al momento della poppata persa e aggiungetelo alle vostre riserve.

Ritornate a lavorare part-time per la prima settimana oppure cominciate di giovedì o di venerdì. Cominciate subito a cercare chi si occuperà del piccolo, assicurandovi che sia una persona che capisca in pieno le vostre esigenze di mamma e bimbo ancora uniti dall'allattamento al seno.

Una mamma espone la sua esperienza:

Sono ritornata al lavoro quando il mio primo bimbo, Carter, aveva sette settimane. Quando mi toglievo il latte per qualunque motivo, lo mettevo da parte. Molte mamme attraversano nelle prime settimane degli ingorghi mammari e si tolgono il latte per avere sollievo... Bisogna approfittare di questi surplus e congelali per usarli in seguito! Per il resto il miglior impiego del tempo nelle primissime settimane è quello di imparare a conoscere il piccolo e di riposare.

Le prime volte che ho provato a togliermi il latte, fui delusa dal fatto che non riuscivo ad ottenerne neanche 50 grammi. Cominciai a farmi prendere dal panico. Ma non era affatto il caso! Trenta, sessanta grammi al giorno per due settimane bastano per alimentare il bambino nei suoi primissimi giorni.
Ho sempre etichettato il latte con la data e con i grammi, quindi davo istruzioni alla baby-sitter di usare sempre il latte con la data più vecchia.
Se si tratta di lavoro part-time, per un paio di giorni può servire provare a simulare un giorno di spremitura, annotando gli orari in cui si presenta la sensazione naturale del rilascio del latte (riflesso di emissione). Per me questi tempi sono stati facilmente prevedibili, così fui in grado di organizzarmi in modo da essere libera. Questo ha reso la spremitura del latte più veloce e meno stressante, visto che la quantità di latte era abbondante.

Quando sentivo arrivare il riflesso di emissione, afferravo il mio tiralatte e correvo in bagno. Altre volte, lo confesso, chiudevo a chiave la porta e mi toglievo il latte durante lunghissime telefonate: una volta, qualcuno mi chiese "Cos'è questo ronzìo?" e io risposi, in buona fede: "Stanno facendo dei lavori fuori, per strada", rendendomi poi conto che invece era il mio tiralatte!

Non bisogna dimenticare di togliersi il latte durante i fine settimana. Anche se ne esce solo un centinaio di grammi in tutto perché il bambino è sempre attaccato per riequilibrare il bisogno di "mamma", saranno già a disposizione per la settimana seguente. Per quanto mi riguarda, notavo che il venerdì non ottenevo le stesse quantità dei quattro giorni precedenti, ma potendo rimettermi in pari nel fine settimana riuscivo a contenere il mio livello di stress. Al contrario, la produzione del lunedì era più che abbondante, in modo da poter ottenere anche uno "spuntino" in più.

Tradotto da Milena Bertonati

 
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