Hai bisogno di aiuto?
| Tutte le domande e le risposte |
| Chiedi una consulenza on line |
| Cerca una Consulente in zona |
| Cerchi un gruppo de LLL? |
| Vuoi dare una mano ? |
Risorse
| Articoli per genitori |
| Articoli per operatori sanitari |
| Link utili |
| Comunicati stampa |
| Rassegna Stampa |
Libreria: info@lllitalia.org
Libri Da Mamma A Mamma - trimestrale L'Allattamento Moderno - trimestrale CD e DVDTutti i prodotti |
|
|
Ricerca Avanzata |
Risorse
Articoli per genitori
Allattare un prematuro? Si può | Allattare un prematuro? Si può |
|
|
|
|
Di L. M. Da Da mamma a mamma n. 42, inverno 1995
Telefonai la prima volta ad una Consulente de La Leche League poco dopo la nascita della mia bambina, ed una seconda volta diverse settimane più tardi, al momento della sua dimissione dall’ospedale, per avere le informazioni di cui avevo bisogno per allattarla, ma soprattutto per trovare la fiducia in me stessa per affrontare finalmente il rapporto con lei, che fino ad allora era stato fortemente mediato dalla struttura ospedaliera. La mia bimba era nata gravemente prematura ed immatura alla 27ª settimana di gestazione. Ciò la rese del tutto dipendente dalle cure della rianimazione per un mese e mezzo. Da lì passò al reparto di puericultura ove rimase per oltre un mese, fino alla dimissione: mancavano solo dieci giorni a quella che era stata fissata come data presunta del parto.
Durante il periodo della rianimazione non mi fu consentito di restarle vicino più di tanto, ma successivamente in puericultura sì. Ad ogni modo l’unico forte collegamento che stabilii durante questo lungo periodo di ricovero, fu proprio il togliermi il latte regolarmente, ogni tre ore, anche la notte, pensando così di aiutarla, anche nei momenti in cui stava male, anche quando stava per morire.
La piccola cresceva molto bene e si avvicinava ormai ai due kg, quando fu trasferita in puericultura. Lì le potevo stare molto più vicina, cambiarla, toccarla e guardarla quanto volevo. Ma fu lì che respirò un virus che la colpì ovviamente nel suo punto più debole: i polmoni. Fu salvata per caso una mattina presto, quando la videro, ormai cianotica, respirare a fatica. La sua regressione fu totale, al livello dei primi giorni in rianimazione. Prima aveva iniziato a prendere il latte al biberon, ora era di nuovo intubata ed alimentata a flebo. Quando per fortuna superò questa durissima settimana, la sua ripresa fu particolarmente rapida e al momento della dimissione avevo già provato una volta ad allattarla al seno verificando la quantità di latte assunta. L’allattamento a pieno regime è continuato fino ai nove mesi effettivi (sei mesi corretti), quando cioè ho iniziato lo svezzamento, che di fatto è stato lentissimo. Più la bimba si abituava a questo nuovo tipo di alimentazione, più io cercavo di calare le poppate nell’arco di una giornata. Ho preferito così piuttosto che smettere improvvisamente di allattarla, come diverse amiche mi suggerivano. Ed ora che ha 21 mesi prende ancora il latte da me, una sola volta al giorno, la sera per addormentarsi. Forse presto smetterà o forse aspetteremo di superare questo lungo inverno, vedremo.
Io so che per lei la vita è stata inizialmente molto dura, senza essere abbracciata e contenuta nel calore di un altro corpo che le trasmettesse amore. Io so che così piccina necessitava più di ogni altro bimbo di anticorpi e di difese naturali. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|













