È possibile ricongelare il latte materno una volta scongelato?

È possibile ricongelare il latte materno una volta scongelato?

SÌ. Se il latte NON è stato riscaldato e non è stato utilizzato, ma solo tolto dal congelatore e conservato a temperatura ambiente (la temperatura di riferimento dello studio di riferimento è 23°) per un tempo massimo di 8 ore, o conservato nel frigorifero fino a 24 ore, è possibile ricongelarlo.

Ma perché il latte materno si può ricongelare ed altri alimenti no?

Il cibo normale è “morto”. Ma il latte di mammifero non è un semplice alimento, è un tessuto vivo! E non contiene solo acqua, zuccheri, proteine, grassi... bensì cellule vive, anticorpi che sopravvivono al congelamento e distruggono i patogeni, cosa che un qualsiasi alimento non ha e non fa.

Congelare il latte materno ne impoverisce le proprietà?

In minima parte. Il latte scongelato ha una carica batterica più bassa del latte fresco (cosa che non succede col cibo normale) e comunque è auspicabile che una situazione che necessita di ricongelamento non sia comune, ma che capiti una tantum… Dunque la minima quantità di vitamina C che si perde, vale ampiamente i rimanenti benefici del latte materno. 

 

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

"Quale tiralatte mi consigliate? Elettrico o manuale?
Non vorrei spendere soldi per nulla e poi vedere che non funziona...
L'unica cosa che non vorrei fare è smettere di allattare mia figlia."

Non so se tu abbia già iniziato ad informarti su questo argomento, magari navigando nel web o buttando l'occhio sulle tante confezioni presenti nei negozi di puericultura. Vorrei provare ora a farti una panoramica dei diversi tipi di tiralatte esistenti, così che tu possa almeno avere un'idea delle loro caratteristiche e magari capire verso quale orientarti per una prima scelta.

Tutti i tiralatte hanno una coppa a forma di imbuto che si posiziona sul seno e che termina con un tunnel in cui scorre il capezzolo durante l'estrazione, a cui si attacca il contenitore in cui va a finire il latte. Nei tiralatte ad attacco doppio ce ne sono due, permettendo così l'estrazione contemporanea da entrambi i seni, il che dimezza il tempo necessario. Tutti i tiralatte agiscono alternando fasi di aspirazione e rilascio: la fonte di energia necessaria (corrente elettrica, batteria, forza muscolare della mamma) e la possibilità o meno di regolare intensità e frequenza dell'aspirazione variano a seconda del tipo di tiralatte scelto.

Tiralatte elettrici

Ce ne sono di tipo “professionale”, come quelli in uso in molti ospedali, composti da una parte noleggiabile (sostanzialmente il motore) e da un kit ad uso personale che in genere va acquistato a parte e comprende tutte le parti che entrano in contatto con il latte e il corpo della mamma, a garanzia di sicurezza e igiene. Sono molto efficaci e di solito con la possibilità dell'attacco doppio. Sono un po' ingombranti e alla lunga possono risultare costosi.

Esistono poi tiralatte elettrici per uso personale, che sono più facili da trasportare, abbastanza silenziosi e a volte sono dotati anche di batterie ricaricabili, in modo da poter essere usati anche senza avere a disposizione una presa di corrente. Ce ne sono anche ad attacco doppio. A seconda del modello possono avere la possibilità di regolare l'intensità dell'aspirazione (da settarsi a quella più alta possibile confortevole per la mamma) e la frequenza con cui ogni ciclo di aspirazione e suzione si ripete.

In alcuni si possono anche impostare brevi fasi ad alta frequenza che si alternano a fasi con frequenza più bassa, in modo da imitare le due fasi di suzione dei bambini, rapida per stimolare il riflesso di emissione (che è il meccanismo ormonale per cui il latte presente nel seno viene spinto verso l'esterno), lenta e profonda quando questo riflesso si verifica, il latte esce e viene deglutito spesso. “si è visto che una velocità attorno ai 40-60 cicli al minuto solitamente garantisce i risultati migliori in termini di estrazione del latte” [...] “se la mamma deve usarlo spesso per preparare una scorta di latte e poi svuotare il seno al lavoro, può essere opportuno scegliere un buon modello, ovvero un tiralatte che garantisca più di quaranta cicli al minuto” (Allattare e lavorare... si può!, pag 157).

Tiralatte manuali

Sono solitamente ad attacco singolo, vengono azionati meccanicamente dalla mamma che tira una leva (tipo freno della bici) o che schiaccia un pulsante. Anche la regolazione della frequenza e dell'intensità dell'aspirazione vengono gestiti - in modo ovviamente più approssimativo rispetto a tiralatte programmabili - dalla mamma stessa, aumentando o diminuendo forza e/o velocità con cui aziona il tiralatte. Sono meno costosi dei tiralatte elettrici e non credo che ne esistano a doppio attacco. Alcune mamme hanno giudicato questo tipo di funzionamento scomodo, faticoso e per questo poco efficace, mentre altre ci si sono trovate molto bene, giudicando il tiralatte manuale pratico, utilizzabile ovunque, facile da trasportare ed efficace rispetto alle proprie esigenze.

Quest'ultima osservazione ci porta alla considerazione finale:

“...c'è un'ultima variante che è ancor più importante, ed è il feeling che si crea (o non si crea) tra la mamma e il tiralatte. Se la mamma non si sente a suo agio, il modello può essere quello più funzionale, moderno ed efficace, ma... molto semplicemente per lei non va bene!” (Allattare e lavorare... si può!, pag 159).

Una volta individuato il modello che ti ispira di più bisogna prepararsi ad alcune prime sedute “di conoscenza”, in cui tu familiarizzerai con il tiralatte (monta, smonta, risciacqua, accendi qui, regola lì!) e il tuo corpo si abituerà a rispondere a questa nuova stimolazione. Se poi durante questi primi tentativi riuscirai anche ad estrarre più di qualche goccio di latte ancora meglio, ma è abbastanza frequente il contrario (senza che questo abbia un qualche legame con l'efficacia nell'utilizzo successivo né tantomeno con l'adeguatezza della produzione di latte!).

Ci sono mamme che hanno trovato il tiralatte adatto a sé al primo tentativo, altre hanno dovuto sperimentare un po', altre ancora hanno scoperto che il tiralatte proprio non faceva per loro e hanno imparato come spremersi il latte manualmente. Sapevi di questa possibilità?

Si tratta di una serie di massaggi e stimolazioni del seno che facilitano il riflesso di emissione (dopo un po' di tentativi ogni mamma trova ciò a cui risponde meglio: carezze, massaggi circolari, scuotere il seno, spugnature calde...), a cui far seguire la vera e propria spremitura: si prende in mano il seno tenendolo poco oltre l'areola, lo si spinge un po' all'indietro perchè resti “intrappolato” tra le mani e la cassa toracica e non possa “sfuggire”, poi si stringe, senza fare male ovviamente! Si ripete l'operazione lungo la circonferenza del seno in modo da drenarne tutte le zone.

Anche qui all'inizio serve un po' di pratica, ma con qualche tentativo diventa un'operazione davvero semplice, perchè si impara a conoscere “cosa” e “come” è più efficace per sé.

Conosci il nostro sito? Vi sono pubblicati degli articoli molto interessanti, che ti linko, riguardanti proprio il tema “allattamento e lavoro”, che penso possano esserti utili per iniziare a crearti un tuo bagaglio di informazioni prima di questa nuova avventura che vi aspetta:

Ogni quanto devo tirare il latte?

Come si sceglie un tiralatte?

Lavoro e allattamento

Come potrò gestire il distacco dal mio bambino di tre mesi con il rientro al lavoro?

Allattare e lavorare: le esperienze delle mamme

Riuscirò ad allattare e lavorare?

Chiedi ancora se ne hai bisogno, siamo qui per questo!

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

 

Come si sceglie un tiralatte?

Prima di decidere se è necessario acquistare un tiralatte e scegliere il modello, è importante avere chiaro l'uso che si intende farne.

Infatti, ci sono donne che hanno capito di non avere bisogno di un tiralatte dopo avere scoperto quanto sia facile portare con sé un bambino allattato. Altre mamme invece devono lasciare il bambino per alcune ore durante il giorno e hanno in qualche modo bisogno di tirarsi il latte. E altre ancora si trovano perfettamente a proprio agio tirandosi il latte manualmente.

Se hai effettivamente bisogno di un tiralatte, puoi scegliere tra molti tipi disponibili. Scegliere il tiralatte più adatto è un po’ come scegliere una borsa: ci sono molti tipi e modelli, e quello che va bene per una donna non è necessariamente il meglio per un’altra. Alcuni aspetti da considerare quando si deve scegliere un tiralatte sono il costo, la facilità di trasporto e di uso e l’efficacia.

I tiralatte manuali, più utili per chi si toglie il latte occasionalmente, di solito sono facili da utilizzare, sono piuttosto piccoli e facili da portare con sé. Alcuni richiedono due mani, altri funzionano solo con una mano. I tiralatte manuali con la pompetta in gomma, che ricordano il clacson di una bicicletta, NON sono consigliati.

Ci sono anche piccoli tiralatte elettrici di varie marche, alimentati a batterie o con un trasformatore. Sono tutti piuttosto piccoli e maneggevoli, ma non tutti sono silenziosi.

Quando c’è bisogno di spremere grandi quantità di latte in poco tempo, forse è meglio utilizzare tiralatte elettrici automatici di normali dimensioni, detti anche tiralatte professionali e disponibili anche negli ospedali per le mamme con bimbi ricoverati. Essi riproducono più fedelmente il ciclo di suzione-rilascio caratteristico del bambino, mentre nei tiralatte più piccoli l'aspirazione è continua. Molte donne che li hanno usati riconoscono che sono molto pratici e silenziosi anche se non particolarmente comodi da portare con sé. Di solito possono essere noleggiati in farmacia, nelle sanitarie, talvolta in negozi per bambini: si prende in prestito il motore, mentre tutti i pezzi che vengono a contatto con il corpo della mamma e con il latte devono essere acquistati e rimangono alla mamma (in qualche modello la parte acquistata per l'uso personale può diventare un tiralatte manuale portatile). Il loro costo è variabile in base al tempo che si utilizzano, perché oltre al costo per l'acquisto dei pezzi per l'uso personale, c'è da pagare una quota giornaliera per il noleggio.

Un’altra possibilità per le madri che necessitano di estrarsi il latte in modo costante è rappresentata dai tiralatte elettrici automatici di nuova generazione. Questi ultimi sono piuttosto cari e sono destinati dalle case produttrici ad un utilizzo esclusivamente personale. Sono contenuti in valigette dal design accattivante e sono dotati di tutti gli accessori necessari per estrarre il latte da entrambi i seni contemporaneamente. Sono ideali per le madri che lavorano fuori casa.

In genere, nei casi in cui sia necessario aumentare sensibilmente la produzione e in cui il bambino non fornisca un'adeguata stimolazione al seno (nel caso di un bambino prematuro o in altre situazioni in cui il bambino non poppi affatto o non poppi efficacemente) i tiralatte doppi elettrici di tipo ospedaliero (quelli noleggiabili) sono i più adatti.

Per facilitare la scelta, potrebbe essere utile parlare con altre mamme per scoprire se abbiano avuto bisogno di un tiralatte e quale abbiano usato. Chiedi loro quali funzioni si siano rivelate più utili e quali difetti abbiano rilevato.

Tieni presente che in genere i tiralatte sono considerati prodotti di utilizzo esclusivo e personale e che a causa del rischio di contaminazione (è possibile che il latte aspirato venga in contatto con le parti meccaniche interne che non possono essere sterilizzate) non devono essere prestati o presi in prestito, ad eccezione dei tiralatte manuali del tipo che può essere sottoposto a trattamento in autoclave e dei tiralatte elettrici professionali.

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Sto tirando il latte per allattare il mio bambino, ma la quantità di latte prodotta sta diminuendo.

Per prima cosa, osserva che tipo di tiralatte stai usando. Quelli prodotti dalle società la cui unica attività commerciale è costituita dai tiralatte tendono ad essere più efficienti. Se tiri il latte tutti i giorni, puoi passare a un tiralatte a noleggio. Inoltre, prendi in considerazione l'idea di procurarti l'apparecchio che ti permetta di estrarre il latte da entrambi i seni contemporaneamente. Parlarne con la Consulente de La Leche League della tua zona, potrebbe darti chiarimenti a proposito dei diversi modelli disponibili.

Forse stai tirando il latte per un bambino che si trova nell'unità di terapia intensiva neonatale o perché stai per tornare al lavoro. Conciliare la maternità e il lavoro o tirare il latte per un bambino malato può essere impegnativo, ma è uno sforzo che vale la pena fare. Se sedi e orari sono comodi per te, puoi prendere in considerazione l'idea di partecipare agli incontri de La Leche League nella tua zona. Le altre mamme e le Consulenti presenti ti aiuteranno e ti daranno il sostegno che può servirti per andare avanti.

Quando sei molto impegnata con la famiglia e un lavoro o un bambino malato, la quantità di latte prodotta può diminuire. Pensa a renderti la vita il più semplice possibile in questo periodo cruciale. Riduci i tuoi impegni esterni. Chiedi aiuto al resto della famiglia per le faccende domestiche e la cura dei bambini. Assicurati di mangiare e bere a sufficienza. E soprattutto, riposa molto e dedica molto tempo all'allattamento nei tuoi giorni liberi o quando vai a trovare il tuo bambino!

Quando allatti, il corpo produce un ormone chiamato prolattina. Se la quantità di questo ormone diminuisce a causa dello stress, il tuo corpo produrrà meno latte. È semplice: più i tuoi seni sono stimolati, maggiore sarà la prolattina e maggiore sarà la quantità di latte prodotta. Assicurati di attaccare il bambino al seno o di tirare il latte molto spesso, almeno ogni 2 o 3 ore, nel corso della giornata. Per le madri lavoratrici, le poppate notturne sono ancor più importanti perché madre e figlio sono separati durante il giorno. Alcune madri che lavorano risolvono queste poppate tenendo il bambino nel letto con loro per tutta la notte o parte di essa. È anche un modo straordinario per recuperare il tempo dell'unione madre-figlio.

Se il tuo bambino ha uno scatto di crescita e non riesci a stare al passo, vedi se riesci a trovare un buco per un'altra poppata o un'altra seduta con il tiralatte: basta anche poco tempo. Meglio ancora, se possibile, prenditi un giorno di vacanza e riposati, rilassati e allatta, allatta, allatta. Dopo un giorno o due, sarai ripagata dall'aumento della quantità di latte prodotta.

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

Ogni quanto devo tirare il latte?

A questa domanda non c'è una risposta che vada bene per tutte le mamme, e la cosa migliore è parlarne direttamente con una Consulente de La Leche League. Di solito, le mamme che lavorano possono togliersi il latte durante l'intervallo per il pranzo e in qualche altro momento di pausa. In ogni caso, indipendentemente dall'orario di lavoro, molte mamme riescono a continuare l'allattamento una volta ripreso a lavorare, anche se togliersi il latte durante il giorno può essere complicato.

Allattare è una scelta importante sia per la mamma che per il bambino e ci sono grandi vantaggi nel continuare l'allattamento quando si riprende il lavoro. Per esempio, i bambini allattati si ammalano la metà delle volte rispetto ai bambini nutriti artificialmente e, se il bambino non si ammala spesso, la mamma non deve allontanarsi troppo frequentemente dal lavoro. Questo è il motivo per cui, negli USA, alcuni Stati hanno varato una legge che incoraggia le impiegate statali ad allattare. In ogni caso, al di là dei vantaggi per la salute, molte donne hanno scoperto che l'allattamento aiuta mamma e figlio a vivere meglio l'inevitabile separazione che il lavoro implica.

Continuare ad allattare quando si riprende il lavoro è più semplice di quanto si possa credere! Gli incontri de La Leche League sono una ricca fonte di informazioni, non solo rispetto agli aspetti tecnici come la spremitura e la conservazione del latte, ma anche per apprendere soluzioni e idee da altre mamme che lavorano e che possono essere veramente utili per evitare problemi.

La frequenza con cui bisogna togliersi il latte dipende da quanto spesso il bambino poppa nell'arco di tempo in cui si è fuori casa, dall'età del bambino e da quanto tempo si ha a disposizione al lavoro. Le mamme che sanno di non avere tempo sufficiente per tirarsi al lavoro la quantità di latte necessario, lo tirano nei giorni liberi o durante il fine settimana. Altre ricorrono a un'aggiunta di formula artificiale.

Le mamme sono tutte diverse nella capacità di tirarsi il latte. Se hai tantissimo latte per il bambino ma quasi nulla per il tiralatte, non ti preoccupare. Cerca di rilassarti il più possibile quando ti tiri il latte, pensa al tuo bambino e sii orgogliosa del tuo latte, qualunque sia la quantità, perché, in ogni caso, gli stai dando nutrimento e immunità, anche se ci fosse bisogno di un'integrazione. I compromessi sono talvolta inevitabili, e ognuna è libera di decidere cosa funzioni meglio per sé.

Alcuni bambini non sono troppo attratti dal latte tirato e preferiscono aumentare la frequenza delle poppate quando stanno con la mamma, per esempio la sera o di notte. Alcune mamme preferiscono allattare la notte proprio perché è un modo di mantenere la vicinanza con il bambino e di togliersi meno latte durante il giorno. Se il bambino cresce bene, bagna e sporca parecchi pannolini, e la mamma riesce a riposarsi adeguatamente, questo allattamento "alla rovescia" può funzionare perfettamente.

Una volta tornate al lavoro, molte mamme scoprono che devono tirarsi il latte con la stessa frequenza con cui avrebbero allattato il bambino se fossero restate a casa. Questo significa, nel caso di una giornata lavorativa di otto ore, che occorre utilizzare la pausa del mattino, quella del pranzo e quella del pomeriggio. Dato che una mamma che lavora ha di solito poco tempo, può esserle veramente d'aiuto un tiralatte che agisce su tutti e due i seni allo stesso tempo. Con un tiralatte doppio la mamma riesce a tenere elevati i livelli (ormonali) di prolattina e può togliersi il latte necessario in 10 - 15 minuti. Utilizzando questi tiralatte doppi almeno tre volte al giorno durante i primi mesi di vita del bambino, molte mamme sono riuscite a lasciare latte sufficiente al bambino per il giorno successivo, in modo di non avere bisogno di aggiunte.

A mano a mano che il bambino cresce, ci sarà meno bisogno di tirare il latte così frequentemente.

Dato che, stando al lavoro, ti allontanerai dal bambino, allattalo spesso quando sei a casa - la mattina, la sera e i fine settimana: è un modo bellissimo di sentirsi vicine e legate al bambino!

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.