• Il mio bambino allattato sta soffrendo di stipsi? Ha bisogno di un lassativo?

    Mentre la quantità e la frequenza dei pannolini bagnati e delle scariche di un bambino allattato possono essere un indizio significativo del suo benessere, le abitudini intestinali dei bambini possono variare molto ed essere perfettamente normali.

    I PRIMI GIORNI DI VITA

    Nei primi due o tre giorni di vita, sarebbe normale per un bambino bagnare solo uno o due pannolini al giorno. Quando la quantità di latte prodotto dalla madre cresce, la sua emissione di urina crescerà notevolmente. Nei primi giorni dopo la nascita i neonati evacuano feci scure e appiccicose chiamate meconio, sostanza che hanno immagazzinato già prima della nascita. Quando il bambino riceve il latte, questo libera il tratto intestinale dal meconio, ed entro pochi giorni le feci diventano più soffici e di colore molto più chiaro. Le feci normalmente sono gialle, giallo verdi o marroni. È normale che a volte siano verdi. L'odore dovrebbe essere lieve e non particolarmente sgradevole. La consistenza può essere descritta come simile alle uova strapazzate, alla crema, al purè di pera. Nelle feci spesso sono visibili piccole particelle solide come dei semini.

    LE PRIME SEI SETTIMANE

    Dopo i primi giorni e fino a sei settimane di vita, la maggior parte dei bambini ha da due a cinque scariche nelle 24 ore delle dimensioni di una moneta da due euro. Alcuni bambini hanno scariche più frequenti ed è possibile che un bambino sano ne abbia di meno. Se un bambino che ha meno di sei settimane di vita ha meno di due scariche al giorno, la cosa può essere ancora considerata normale se contemporaneamente bagna di pipì un numero adeguato di pannolini, aumenta di peso con ritmo adeguato e se le feci prodotte sono di quantità notevole.

    Dopo i primi giorni un bambino allattato dovrebbe bagnare almeno cinque/sei pannolini normali nelle 24 ore (da sei a otto pannolini se sono quelli tradizionali, in cotone da lavare). Per avere un'idea più precisa di cosa significhi un "pannolino bagnato", versa 2 - 4 cucchiai da tavola di acqua (30 - 60 ml) su un pannolino asciutto. Tieni conto del fatto che esiste una grande varietà di marche e tipi di pannolini con differente capacità di assorbimento. Può essere utile porvi sopra un fazzoletto per valutare l'umidità.

    È normale che le scariche intestinali diminuiscano di frequenza quando il colostro, che ha proprietà lassative, è completamente scomparso dal latte della madre, dopo circa sei settimane di vita. Un bambino di questa età può continuare ad avere anche cinque scariche al giorno, a volte persino dopo ogni poppata, ma per un bambino allattato è normale anche avere una sola scarica ogni pochi giorni. Alcuni bambini sani addirittura evacuano una volta alla settimana. Quando le scariche sono meno frequenti, saranno più abbondanti. Se il bambino cresce bene, bagna di pipì pannolini a sufficienza, è felice e contento non c'è motivo di preoccuparsi per le scariche poco frequenti è non è necessario dare al bambino un lassativo, succo di frutta o "aiutarlo" in altro modo, perché forzare i movimenti intestinali può avere conseguenze dannose.

    Dopo le sei settimane di vita, il bambino può bagnare cinque o sei pannolini tradizionali al giorno ma in questo caso saranno molto bagnati. Quando la vescica del bambino cresce può produrre e trattenere molta più urina per volta. Per giudicare quanto un pannolino di un bambino più grande è bagnato, versa 8 cucchiai (120 ml) di acqua su un pannolino asciutto. Questa è la sensazione di riferimento per giudicare un pannolino bagnato.

    DOPO L'INTRODUZIONE DEI CIBI SOLIDI

    Una volta che il bambino allattato assume anche cibi solidi o altri liquidi, ci saranno molti cambiamenti nelle sue abitudini di evacuazione. Le feci avranno un odore più forte, un colore e una consistenza diversi. È normale trovare nel pannolino pezzetti di verdure, poiché, anche cotte, queste sono più difficili da digerire di molti altri cibi. Ora il bambino potrebbe anche avere problemi di stipsi o di diarrea, che rappresentano segnali evidenti che il piccolo non tollera un nuovo cibo o succo.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

     

  • Il mio bambino soffre di reflusso gastroesofageo. Posso allattarlo ugualmente?

    Negli ultimi anni c'è stato un grande aumento del numero di bambini cui è stato diagnosticato il reflusso gastroesofageo. In questi casi,l'allattamento non andrebbe interrotto. Sono stati condotti pochissimi studi sull'alimentazione dei bambini che soffrono di reflusso; tuttavia, è stato provato che i bambini con questo tipo di disturbo soffrono meno di reflusso notturno quando sono allattati.

    Per reflusso gastroesofageo si intende il ritorno nell'esofago del contenuto dello stomaco.

    I sintomi e le complicazioni di questo disturbo variano da paziente a paziente e possono comprendere:

    difficoltà a deglutire, singhiozzo e ruttini frequenti, conati di vomito o soffocamento, frequente dolore o arrossamento della gola, sonno disturbato, pianto improvviso o inconsolabile, dolore acuto, inarcamento durante le poppate, rigurgito e vomito frequenti, vomito molte ore dopo il pasto, rifiuto del cibo o costante richiesta di cibo o bevande, aumento di peso rallentato, otiti frequenti, problemi respiratori compreso il broncospasmo, respiro faticoso, asma, bronchite, polmonite, apnea.

    Quando allatti un bambino che soffre di reflusso gastroesofageo è importante ricordare prima di tutto le basi dell'allattamento: il bambino dovrebbe ricevere cibo a sufficienza, il bambino dovrebbe essere attaccato al seno nel modo efficace e nella giusta posizione.

    Posizione da assumere per il bambino con reflusso gastroesofageo:

      • Il bimbo dovrebbe essere messo in una posizione tale che la gravità sia di aiuto nell'impedire al latte di tornare indietro.
      • Il bambino potrebbe preferire una posizione eretta.
      • Può essere di aiuto un marsupio per tenere il bambino a livello del seno sia da seduta sia camminando.
      • Prova ad allattare da coricata, tenendo il bambino davanti a te e appoggiandolo sul braccio in modo che sia leggermente sollevato.
      • Prova ad allattare su una sedia a sdraio o adagiata sui cuscini sul letto. Metti il bambino pancia contro pancia, con il volto rivolto al seno.

    Alcuni bambini che soffrono di reflusso gastroesofageo poppano al seno in maniera accettabile. Vogliono essere allattati e non chiedono alle mamme di poppare 24 ore al giorno.

    Altri bambini che soffrono dello stesso disturbo imparano presto che l'atto di nutrirsi causa loro dolore e smettono di mangiare. Questi bambini possono trarre beneficio dalle tecniche di spremitura del latte in modo che la calata avvenga prima che il bambino cominci a succhiare; dall'essere allattati in differenti posizioni o mentre dormono; dall'eliminazione delle distrazioni; dal camminare mentre si sta allattando; da un bagno caldo; dal contatto pelle a pelle o dal massaggio infantile.

    Altri bambini che soffrono di reflusso gastroesofageo vogliono mangiare continuamente! Il latte infatti agisce come naturale antiacido ed è di conforto. In questo modo però, se il bambino si riempie troppo e supera la capacità del suo stomaco, i sintomi del reflusso possono peggiorare. Quando si ha a che fare con bambini di questo tipo, può essere meglio offrire loro solo un seno ad ogni poppata; poiché il seno non si svuota mai completamente, il bimbo avrà a disposizione un flusso meno copioso di latte che può essere di sollievo alla gola infiammata senza riempire troppo il suo stomaco. Alcune mamme hanno notato che anche il ciuccio può essere un modo per aiutare questi bambini (facendo attenzione ad una possibile confusione tra seno e tettarella). Ci può essere la tentazione di cambiare il modo con cui si alimentano i bambini che soffrono di reflusso gastroesofageo, nella speranza che i sintomi migliorino: ma questo disturbo è una malattia diagnosticata dal medico, non è un problema di alimentazione. In molti casi, con il passare del tempo il disturbo si attenua.

    Continuare ad allattare è fonte di molti benefici sia per il bimbo sia per la mamma poiché migliora lo state di salute, lo sviluppo e, cosa ancora più importante, rafforza il legame madre-figlio che potrà aiutarti a superare anche un momento difficile come questo.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Il riflesso di emissione forte

    di F. Raillhet, H. Declerck, H. Perez,Les Dossiers de l’Allaitement, n. 28, luglio-settembre 1996. Traduzione pubblicata ne “L’allattamento moderno” n. 16, autunno 1997. Revisione febbraio 2020

     

    Il riflesso di emissione forte è una situazione frequente e spesso disorientante,poiché può portare a sintomi, conseguenze e terapie differenti a seconda delle madri. Le conseguenze principali sono: un neonato che soffre di coliche e una madre stressata e scoraggiata. Non sempre è possibile trovare un rimedio totalmente efficace per questa situazione, che molto spesso migliora solo con il tempo. D’altronde, alcuni suggerimenti possono rendere il momento dell’allattamento più gratificante per la madre e per il neonato.

    Il riflesso di emissione è il meccanismo di rilascio del latte: l’espulsione attiva del latte dalla ghiandola mammaria, provocata dalla contrazione delle fibre muscolari (cellule a canestro) che circondano gli alveoli. Il riflesso di emissione è stimolato dall’ossitocina. Una quantità variabile di latte si raccoglie nella mammella tra una poppata e l’altra. Un po’ di latte accumulato nei seni lattiferi situati sotto le areole, incoraggia il neonato a poppare, azione che scatenerà i riflessi di emissione. Tutte le madri hanno riflessi di emissione a intervalli di pochi minuti, anche se, generalmente, solo il primo viene percepito.

     

    I possibili segnali sono:

    - Sensazione di tensione mammaria, prurito, formicolio al seno.

    - Fuoriuscita di latte dal seno succhiato e, spesso, (ma non sempre) dal seno opposto.

    - Contrazioni uterine (solo nel periodo immediatamente post-partum).

    - Sensazione di rilassamento e – a volte – di sete da parte della madre.

    - Cambiamenti nel ritmo della suzione del neonato: da rapido diventa lento e regolare, con deglutizioni ogni 1 o 2 movimenti di suzione.

    - Comparsa di latte agli angoli delle labbra del neonato.

     

    Per alcune donne questo riflesso è molto forte; il latte può schizzare con violenza (anche a distanza di un metro o più). Il problema per queste mamme è: “troppo e troppo veloce”. Una tale quantità di latte, che arriva con tanta forza, potrebbe superare le capacità di deglutizione del neonato. Per alcune madri questo si accompagna ad una secrezione di latte molto abbondante, per altre la secrezione di latte è più tranquilla.

    Le conseguenze e i metodi per ovviare a questa situazione, quindi, variano a seconda delle circostanze e dell’età del neonato.

     

    Durante le prime settimane

    Alcune volte la mamma capisce qual è la natura del problema, poiché vede il suo latte schizzare fuori con tale forza che il suo bambino “si strozza” durante la poppata e sembra “ingordo”. Altre volte, però, succede che il comportamento del bambino, che si divincola e si stacca dal seno, non viene compreso, lasciando la mamma disorientata. Per questo motivo, la descrizione che la mamma potrebbe dare del problema potrebbe essere:

    - il mio bambino ha le coliche;

    - il mio bambino vomita spesso;

    - il mio bambino ha il reflusso;

    - al mio bambino non piace ciucciare, si stacca e piange;

    - il mio bambino è troppo ingordo, ha una suzione troppo forte;

    - non ho abbastanza latte;

    - ho troppo latte;

    - il mio bambino è allergico al mio latte.

     

    I sintomi

    Possono variare molto, e molti di questi potrebbero avere altre cause. Sarà necessaria un’approfondita analisi prima di attribuire questi sintomi a un riflesso di emissione troppo forte.

    - Spesso il neonato ha una curva di crescita soddisfacente; il suo aumento di peso può anche essere di una rapidità impressionante. Inzuppa i pannolini; ha frequenti evacuazioni, e le feci possono essere verdi, o schiumose, o tutt’e due, poiché all’inizio della poppata ingerisce molta aria e/o molto latte di deposito, ricco di lattosio, e ciò accelera il passaggio delle feci nell’intestino e aumenta la fermentazione. Il neonato è tonico e sveglio. Può avere una suzione vigorosa. Alcuni neonati possono fare poppate molto corte (qualche minuto per volta) e/o poppano solo per mangiare, non per appisolarsi o per consolarsi.

    - L’avvio della poppata avviene generalmente bene, per poi peggiorare non appena sopraggiunge il riflesso di emissione: davanti al flusso di latte il neonato tossisce, s’ingozza, sputa, deglutisce rumorosamente...Alcuni neonati riescono a tenere sotto controllo il problema lasciando colare il latte, mentre altri si staccano dal seno urlando, oppure ve ne sono alcuni che rifiutano del tutto di prendere il seno.

    - Il neonato è spesso agitato durante la poppata; può dare l’impressione di essere continuamente affamato e succhiarsi frequentemente le dita, il che potrebbe far credere alla madre di non avere abbastanza latte.

    - Il neonato rigurgita spesso.Soffre di coliche e piange per ore. Ha molta aria nella pancia perché ne ingurgita tanta durante la poppata. Dorme male, si sveglia spesso, soprattutto durante il pomeriggio e la sera, cosa che, una volta di più, dà alla madre l’impressione di non avere abbastanza latte.

    - alcune donne non percepiscono il riflesso di emissione, altre ne sentono diversi durante la poppata. La sensazione percepita a volte è un formicolio, oppure potrebbe essere un fastidio o ancora un dolore sufficiente ad indurre la mamma a limitare il tempo in cui il neonato è attaccato al seno. Nell’immediato post-partum questi riflessi d’emissione possono essere accompagnati da contrazioni uterine, anche queste a volte dolorose.

    - Può accadere che una mamma abbia lo stesso problema con diversi figli successivi. Potrebbe quindi descrivere neonati molto tonici, con una suzione forte. È possibile che un simile quadro clinico sia il risultato della compresenza di una predisposizione materna con una particolare maniera di succhiare del bambino.

     

    Riconoscere il problema

    Non si incontrano sempre obbligatoriamente tutti i sintomi sopra descritti; alcuni neonati tollerano o gestiscono la situazione meglio di altri. Per contro, non bisogna dimenticare che i neonati che non ricevono abbastanza latte potrebbero presentare un certo numero di sintomi simili, quali l’irrequietezza al seno, il pianto frequente e il desiderio di poppare spesso.

    È necessaria una valutazione accurata della situazione, fino a quando non si risolve, poiché un riflesso di emissione troppo forte potrebbe anche provocare una stagnazione staturo-ponderale, se il rifiuto del neonato a poppare è particolarmente accentuato. Sarà indispensabile tenere sotto osservazione la curva di crescita, e seguire la frequenza delle evacuazioni.

    In ogni caso sarà indicativo l’insieme dei seguenti sintomi:

    - Il comportamento del neonato durante la poppata e in particolare al momento del riflesso di emissione.

    - Una gran quantità di pannolini bagnati.

    - Una crescita ponderale soddisfacente o rapida.

    - Uno sviluppo normale

    - L’assenza di patologie nel bambino.

     

    Alcuni suggerimenti

    Le tecniche suggerite possono essere diversamente efficaci a seconda delle madri. Potrebbe essere necessario quindi provarne diverse, individuando per tentativi quelle che si adattano meglio al proprio caso.

    - Staccare il neonato dal seno nel momento in cui si manifesta il riflesso di emissione e lasciar colare il latte(si può usare un asciugamano per tamponare, oppure un bicchiere o una tazza per raccoglierlo). Riattaccare il neonato al seno quando il latte ha cessato di uscire con forza. Alcuni neonati attendono pazientemente (oppure si staccano essi stessi dal seno per riprendere un istante dopo), ma altri si possono sentire molto frustrati. A volte si manifesta dopo poco un nuovo riflesso di emissione e bisogna staccare di nuovo il neonato dal seno.

    - Spremere un po’ di latte poco prima di attaccare il neonato al seno in modo da stimolare il primo riflesso di emissione che è generalmente il più violento. Ciò sarà particolarmente utile se il bambino dovesse irritarsi molto quando lo si stacca dal seno. In genere sarà sufficiente spremere il latte da un solo seno e lasciar colare il latte dall’altro seno mentre il bambino poppa.

    - Alcune madri trovano molto efficace attaccare il neonato al seno a orari ravvicinati (almeno ogni 2 ore). Intervalli brevi fra le poppate riducono la quantità di latte presente nei canali lattiferi, il che può far diminuire la pressione intramammaria e quindi la forza del riflesso di emissione.Per alcune madri, più frequentemente il neonato si attacca al seno, meno abbondante è sarà il flusso del latte emesso.

    - Altre madri, al contrario, trovano molto più efficace distanziare le poppate oppure offrire un solo seno a ciascuna poppata.Benché ciò sia l’opposto di quanto spesso si consiglia alle mamme, in questo caso serve a diminuire la stimolazione mammaria, soprattutto se la donna ha una produzione di latte abbondante. Se il bambino fosse nervoso e volesse attaccarsi spesso al seno, può essere utile offrirgli lo stesso seno numerose volte di seguito anche per alcune ore (poppata a grappolo). Per evitare ingorghi, la mamma può spremerne un po’ l’altro seno per togliere la tensione, avendo presente che il fine non è quello di svuotare il seno.

    - Far fare spesso il ruttino al bambino.Staccarlo spesso dal seno per eliminare l’aria inghiottita, soprattutto se è irrequieto mentre poppa o sembra in difficoltà a gestire tutto il latte che arriva. Massaggiargli il pancino e dargli piccole pacche sulla schiena.

    - Allattare il neonato appena si sveglia o quando è sul punto di svegliarsi o di addormentarsi. Sarà più calmo e disteso.Se non è troppo affamato, popperà con meno forza e il latte affluirà meno velocemente. Spesso le poppate notturne vanno meglio: il neonato succhia con più calma, ingerisce meno aria e si riaddormenta con più facilità. Durante la giornata conviene allattare in un ambiente tranquillo, lontano dal baccano dei giochi degli altri bambini (nei limiti del possibile!).

    - Variare le posizioni.Potrà andare meglio se il neonato viene attaccato al seno in una posizione che faciliti l’eliminazione del latte in eccesso. Se la madre è seduta, potrà sistemare il bambino in una posizione più verticale, inclinando il busto all’indietro o sistemandolo a cavalcioni sulle proprie ginocchia. Potrà allattare sdraiandosi sul fianco, oppure potrà sdraiarsi sulla schiena nella posizione semisdraiata e sistemare il neonato prono su di lei, sull’addome o per traverso sul proprio petto.

    - Sarebbe preferibile che la madre non spremesse regolarmente il latte dal senoperché questa stimolazione potrebbe aggravare la situazione. Se lo sta facendo, potrebbe gradualmente smettere. Allo stesso modo, l’uso regolare di conchiglie raccogli-latte può far persistere il problema a causa della stimolazione che provocano sul seno. Eliminare le conchiglie (utilizzando piuttosto per assorbire il latte delle coppette assorbilatte, dei fazzoletti, degli asciugamani) potrebbe gradualmente migliorare la situazione.

     

    Dopo le prime settimane

    Quando il bebé cresce, alcuni problemi causati da un riflesso d’emissione troppo forte si attenuano. Altri, al contrario, possono divenire evidenti con il passare del tempo. Può succedere che la mamma si accorga tardivamente che le cose non procedono bene sia perché il bambino non aveva troppe coliche sia perché le era stato detto che le coliche passavano col tempo. Potrebbe anche aver pensato fosse normale che il suo bambino soffocasse per il troppo latte.

     

    Vissuto materno

    - Ho l’impressione che il mio bambino non ami più ciucciare e voglia svezzarsi.

    - Ho sempre meno latte.

    - Il mio bambino si rifiuta spesso di poppare.

    - Il mio bambino ha molte coliche, vomita spesso.

    - Ho le ragadi, ho i seni dolenti.

    - Il mio bambino non aumenta sufficientemente di peso.

    - Ho molte difficoltà a comprendere il comportamento del mio bambino, non so mai cosa voglia.

     

    Sintomi

    Uno dei principali sintomi di questo periodo è che il bambino ciuccia male;

    - continua ad andargli il latte di traverso;

    - tossisce e sputa il latte dappertutto;

    - può rifiutare il seno più o meno regolarmente, mettere in atto degli “scioperi del poppante“;

    - può essere molto agitato durante la poppata, respingere il seno, colpirlo o morderlo;

    - può rifiutare di prendere più di un seno per poppata;

    - a volte, avendo imparato a considerare le poppate come esperienza stressante, ciuccia solo quando è affamato e unicamente per soddisfare la fame; preferirà succhiarsi il pollice o un sostituto qualsiasi per soddisfare il suo bisogno di suzione;

    - potrebbe ciucciare in modo scorretto, in modo da non stimolare il riflesso d’emissione o in modo che sia minimo, dato che quando ciuccia correttamente riceve troppo latte. Impara quindi a utilizzare la lingua, le gengive e le labbra in maniera anomala per poter controllare meglio il flusso del latte. Spesso, se la secrezione del latte materno cala, il bambino sarà più a suo agio nel poppare. Tuttavia a volte può succedere che non sappia più poppare in modo corretto o che sia talmente abituato ad avere molto latte senza sforzarsi da non provare neanche più a farlo efficacemente.

    - la mamma potrebbe avere i seni dolenti a causa della suzione scorretta del bambino, se lui serra le gengive per limitare il flusso di latte.

    - I riflessi d’emissione potrebbero rimanere sempre forti, oppure potrebbero essere sentiti molto meno dalla mamma, cosa di per sé normale; quando si presenta questa circostanza è però opportuno verificare che non ci sia un abbassamento importante della produzione, soprattutto quando la mamma è passata da un riflesso molto forte a “nessuna sensazione” durante il riflesso e, in particolare se questo passaggio avviene in poco tempo. Il tutto potrebbe anche avvenire in modo graduale, cosicché la madre non si accorge di niente. Oppure lei potrebbe considerare il cambiamento del ritmo delle poppate come un segno di miglioramento.

    - Il bebé soffre spesso di coliche violente. Potrebbe avere scariche schiumose e verdi e molta aria. Potrebbe rigurgitare molto latte.

    - Certi bambini continuano a prendere molto peso, e possono anche presentare disturbi caratteristici dovuti alla sovralimentazione. Ma, in alcune madri, si osserva più o meno rapidamente un abbassamento della secrezione lattea o una secrezione lattea con livelli che oscillano in maniera estremamente variabile. Questo andamento può indurre nel bambino un arresto della crescita staturo-ponderale dovuto al fatto che egli manda giù molta aria, che non riceve tutto il latte della poppata ma assorbe solo grandi quantità del latte di deposito, e che distanzia le poppate. Questa debole crescita potrebbe non essere rilevata a causa del fatto che la sorveglianza medica è generalmente meno frequente dopo le prime settimane.

    - Il vissuto materno è poco gratificante. La madre può vivere in maniera negativa l’allattamento di questo bambino poco soddisfatto, e che le dà l’impressione di non amare né il suo latte, né le poppate. Di fronte ad un bambino “difficile”, non è facile sentirsi competente, sviluppare il proprio istinto materno e imparare a riconoscere la causa dei pianti. La mamma potrebbe anche avere problemi di abbigliamento, soprattutto se ha troppo latte: trovarsi in continuazione con le maglie “bagnate” potrebbe anche porre problemi a livello di coppia. Allattare in pubblico le sarà difficile: il latte cola dappertutto, deve sempre avere a portata di mano un asciugamano. Tutto questo potrebbe portare a uno svezzamento precoce, sia che il bambino non voglia più ciucciare, sia che la mamma non sopporti più la situazione difficile.

     

     

    Bibliografia:

    -F. Andrusiak, M. Larosa-Kuzenko. The effects of an overactive let-down reflex. Lactation Consultant Series,Lactation Dep, LLLI 1987.

    -N. Bellot, MP Fredaigues. Expériences d’animatrices concernant le réflex d’éjection trop fort.1994.

    -D. Elkhoury, Le réflex d’éjection violent: comment le détecteur et l’atténuer. La Berceuse, Sett. 1990.

    -M. Jozwiak, Overactive let-down: consequences & treatments.LeavenSett-Ott 1995.

    - «Ainsi que les résultantes de l’enquête sur le vécu des mères ayant un réflexe d’éjection trop fort», Congresso Nazionale de LLL Francia, 1994.

     

    Traduzione di Margherita Colaci e Silvia Colombini

  • Se tengo spesso in braccio/allatto spesso il mio bambino, corro il rischio di viziarlo?

    Nel corso della storia, le mamme hanno sempre saputo – così come ora dimostrano le ricerche – che i bambini sono più sereni, più sani e diventano più competenti se vengono tenuti a stretto contatto con le mamme o con altri membri della famiglia per buona parte del tempo.

    Che dormano o siano svegli, che siano tristi o felici, ai piccoli piace sentirsi circondati dall'odore e dal calore delle tue braccia. Le ricerche dimostrano che i bambini crescono più in fretta e imparano prima a conoscere il mondo che li circonda se si trovano allo stesso livello della madre. Un bambino tenuto in braccio, che segue la mamma nelle sue attività quotidiane, può vedere molte più cose rispetto a un bambino che rimane sdraiato nella sua culla o in una carrozzina. Inoltre, in braccio, i bambini piangono molto meno, quindi sprecano meno energie e molti neonati dormono più profondamente quando sono tenuti a stretto contatto con il corpo della mamma. Questo approccio genitoriale, molto più rispettoso dei sentimenti del bambino, viene definito in inglese "attachment parenting" (genitori con attaccamento).

     

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    Per riuscire a muoversi più agevolmente e fare più cose anche con un bambino in braccio, puoi usare una fascia. Molto più versatili dei marsupi, le fasce da portare a tracolla sono comode perché permettono anche di allattare e di reggere il bambino in molte posizioni diverse (rivolto verso di te o verso l'esterno, sdraiato oppure appoggiato al tuo fianco), fino a quando non raggiunge i 12 - 15 kg. Questo approccio è utilizzato anche per molti neonati prematuri, ma dal momento che per questi bimbi il contatto pelle-a-pelle è fondamentale, con il sistema del "kangaroo care" è possibile tenere il bambino con sé "indossandolo" sotto i vestiti. In base alla nostra esperienza di Consulenti deLa Leche League, sappiamo che i bambini accuditi in questo modo acquistano sicurezza e indipendenza,man mano che crescono. Imparano a fidarsi del mondo e degli altri esseri umani e si sentono "a posto". Queste prime sensazioni di amore, sicurezza e rispetto si radicheranno nella mente del tuo bambino e saranno la base dei suoi atteggiamenti nella vita adulta. Comincia tutto da te!

     

    Allattare il bambino a richiesta, non solo ti garantisce un'abbondante produzione di latte (più il bambino succhia, più latte viene prodotto) ma gli permette di trovare conforto, di alleviare un disagio e semplicemente di fornirgli il contatto umano di cui ha bisogno. La sua bocca è la parte più sensibile del suo corpo e succhiare lo fa sentire bene. A differenza di un ciuccio, che può cadere a terra e sporcarsi, i tuoi capezzoli sono sempre perfetti. Non c'è bisogno di guardare l'orologio: ascolta ciò che ti dice il tuo bambino. Magari ha sete, oppure ha voglia di uno spuntino oppure ha decisamente fame. Inoltre, l'uso del ciuccio può confonderlo, anche se in talune situazioni può rivelarsi utile, quindi se necessario usalo comunque con prudenza.

     

    Prendersi cura di un bambino che piange di notte, può essere uno dei compiti più difficili per un neo-genitore, specialmente se amici o parenti intervengono dicendo che se si prende in braccio o si allatta un bambino ogni volta che piange, si finisce per viziarlo. Alcuni dicono anche che il bambino ha bisogno di imparare a "confortarsi da solo" la notte, per potersi riaddormentare senza i genitori. Questo cosiddetto "addestramento al sonno" può funzionare in alcune famiglie, ma molte mamme preferiscono rispondere al pianto dei bambini, giorno o notte che sia. In molti casi, tenere i bambini vicino tutta la notte, nel lettone, nella carrozzina o in una culla accanto al letto, è il miglior modo di rispondere alle loro esigenze, limitando il più possibile le interruzioni al nostro sonno… Per ulteriori approfondimenti, visita la pagina dedicata al sonno.

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    E ora, ti proponiamo un semplice esercizio di immaginazione, che spesso aiuta le mamme a fidarsi dei loro cuori e a smettere di preoccuparsi del rischio di viziare i bambini. Immagina di essere spaventata o triste e di scoppiare a piangere. Cosa proveresti se una persona adulta a cui vuoi bene, pur sapendo che stai piangendo, si rifiutasse di abbracciarti, e ti facesse notare che ti ha già abbracciato non più di un'ora prima? Probabilmente, prima o poi, alla fine smetteresti di piangere da sola, ma non ti saresti sentita meglio se qualcuno ti avesse confortato quando ne avevi più bisogno?

     

     

     

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.